venerdì 22 maggio 2020

Truffa buoni spesa

GUARDIA DI FINANZA BOLOGNA: SCOPERTE OLTRE 150 RICHIESTE IRREGOLARI PER L’EROGAZIONE DEI C.D. “BUONI SPESA” 
I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna, nell’ambito del dispositivo di vigilanza predisposto per far fronte all’emergenza sanitaria, economica e sociale in atto, hanno avviato specifici controlli nei confronti dei percettori dei c.d. “buoni spesa”, di valore fino a 600 euro, erogati dai Comuni alle famiglie in difficoltà e destinati all’acquisto di generi alimentari e di prima necessità.  Le attività di verifica, svolte con riferimento ai dati acquisiti presso i Comuni di Bologna, Imola e San Lazzaro di Savena, a favore dei quali il Governo ha stanziato specifiche risorse per complessivi 2,6 milioni di euro, hanno finora riguardato le posizioni contraddistinte da maggiori criticità, corrispondenti a circa 360 istanze, mediante il riscontro delle informazioni dichiarate in sede di autocertificazione da parte dei richiedenti, con riferimento sia ai medesimi che a ciascun componente del relativo nucleo familiare. I controlli, condotti nello specifico dalle fiamme gialle del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria, hanno finora permesso di accertare la presentazione di 154 false autocertificazioni da parte di nuclei familiari che hanno fraudolentemente dichiarato di non aver fonti di sostentamento finanziario e di trovarsi in condizione di difficoltà economica ed indigenza, tali da non consentire nemmeno il minimale approvvigionamento di generi alimentari e di prima necessità.  In realtà dall’attività ispettiva svolta è emerso come uno o più componenti, dei nuclei familiari destinatari dei controlli, nei mesi di marzo ed aprile u.s. abbiano regolarmente percepito lo stipendio, anche per cospicui importi, a fronte di rapporti d’impiego regolarmente in essere, ovvero siano risultati percettori di Reddito di Cittadinanza o di indennità di disoccupazione, ovvero già beneficiari di altre prestazioni sociali agevolate, così come risultante dalle informazioni fornite dall’I.N.P.S. Tra le irregolarità rilevate sono emerse anche richieste presentate distintamente da due componenti appartenenti al medesimo nucleo familiare (es. marito e moglie), al fine di addivenire fraudolentemente all’ottenimento del contributo per un importo raddoppiato rispetto a quello spettante, ovvero autocertificazioni in cui è stata omessa l’indicazione di familiari coabitanti, risultati dallo stato di famiglia, regolarmente retribuiti o già percettori di sussidi, allo scopo di simulare una condizione di indigenza.   Oltre  alle  citate  posizioni, saranno  in  seguito  oggetto  di  ulteriore  approfondimento relative  ad  alcuni  richiedenti  il  beneficio  in  parola  che quelle sono risultati  proprietari  di  più  fabbricati o  più  autovetture  ovvero  contraenti  in  negozi  giuridi ci  recenti,  per  importi  anche  rilevanti , condizioni,  queste,  rappresentative  di  un  tenore  di  vita  sproporzionato  rispetto  alle  condizioni economiche  dichiarate. Le  irregolari tà riscontrate  saranno  oggetto  di  segnalazione  alla  locale  Autorità  Giudiziaria per  le  ipotesi  di  mendace  autocertificazione  ed  indebita  percezione  di  erogazioni  pubbliche , nonché  ai competenti  Comuni per il recupero  dei contributi  erogati. Le  attività  di controllo ,  che  proseguiranno  con  l’ausilio  dei  succitati  Enti  locali, testimoniano l’impegno  della  Guardia  di  Finanza  nell’azione  di  contrasto  ad  ogni  forma  di  illecito  nel settore  della  spesa  pubblica,  a  tutela dell’economia  nazionale,  nell’ottica  di  prev enire distrazioni  di  risorse  e  garantirne  un  più  efficace  indirizzamento  verso  famiglie,  soprattutto in  tale  momento,  realmente  bisognose  di sostegno  economico.                                 

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