Bologna – Riconosce in vetrina l'anello di valore che le era stato rubato: la Polizia di Stato incastra la ladra.
Un'osservazione attenta e la memoria dei dettagli hanno permesso ad una cittadina bolognese di riconoscere il proprio anello prezioso, rubato anni prima, esposto in vetrina di una gioielleria del centro di Bologna. Il “resto” lo ha fatto la Polizia di Stato, nello specifico la Squadra Mobile, che a seguito di attività d'indagine è riuscita ad individuare l’autrice del furto.
La vicenda ha inizio lo scorso 7 maggio, in via Riva di Reno, quando la donna, passeggiando con il marito, ha notato un gioiello di un noto marchio esposto al pubblico. La foggia a spirale, tempestata di pietre preziose e dominata da una gemma centrale, ha attirato subito la sua attenzione: l'oggetto era identico a un anello sottratto da casa sua nel 2024. La coppia ha, dunque, allertato la Polizia che, grazie alla collaborazione del personale del negozio, ha controllato il gioiello, riscontrando la perfetta coincidenza tra la matricola incisa e il codice fornito dalla donna. Di fronte all'evidenza, il commerciante ha consegnato spontaneamente il prezioso agli Operatori di Polizia.
Ascoltato in merito alla provenienza dell'anello, il titolare dell'attività ha dimostrato la totale buona fede del negozio, esibendo la documentazione in suo possesso, tra cui il registro dei beni usati e l'atto di vendita con la tracciabilità del pagamento di 2.250 euro, avvenuto tramite bonifico nel dicembre 2025. L'acquisto era stato curato da un dipendente dopo aver verificato l'autenticità dell'anello, nonostante la “cliente” si fosse presentata senza la confezione originale e priva del certificato di garanzia.
L’individuazione del gioiello ha permesso di riaprire le indagini sul furto subìto dalla donna, avvenuto all'epoca senza alcuna effrazione a porte o finestre né attivazioni dell'allarme. Gli accertamenti si sono concentrati sull'identità della donna che aveva venduta l’anello alla gioielleria, una cittadina italiana classe 1966 che, in passato, aveva avuto regolare accesso all’appartamento della vittima come collaboratrice domestica in occasione di alcuni eventi di catering.
Convocata dagli inquirenti, la donna ha inizialmente fornito una versione poco credibile, tuttavia, di fronte alle prove, ha deciso di confessare tutto, spiegando di aver agito spinta da motivi economici. Ha quindi raccontato di aver sottratto dall'abitazione della vittima, in due distinte occasioni, sia quell’anello che un braccialetto antico, vendendo poi entrambi i beni alla stessa gioielleria, ricevendo 4.000 euro per il bracciale e 2.250 euro per l'anello.
Alla luce di ciò, la Squadra Mobile ha ricontattato il titolare della gioielleria, il quale ha confermato di custodire ancora il braccialetto antico in una cassetta di sicurezza. L'oggetto è stato formalmente recuperato e posto sotto sequestro penale.
La donna, incensurata fino ad ora, è stata deferita in stato di libertà all'Autorità Giudiziaria per il reato di furto in abitazione.






