martedì 24 febbraio 2026

Aumento delle truffe

 


Aumento di truffe: la Polizia di Stato di Bologna ricorda come difendersi.

Nelle ultime due settimane la Polizia di Stato di Bologna ha registrato un incremento di episodi di truffe ai danni dei cittadini, per la maggior parte casi che vedono come principali vittime persone anziane. Un fenomeno in crescita che pone la massima attenzione e una costante attività di prevenzione sul territorio da parte delle Forze dell’Ordine.

Nella giornata di ieri, ignoti truffatori tramite utenza telefonica si sono finti Agenti di Polizia appartenenti al Commissariato di Imola, riuscendo con astuzia e inganno a sottrarre ad una donna circa 300.000 euro. I responsabili, approfittando della buona fede e della vulnerabilità della persona ingannata, hanno messo in atto un raggiro ben pianificato, inducendola a consegnare somme di denaro per mezzo di bonifici bancari e sono attualmente in corso le indagini per risalire ai truffatori.

Questa tipologia rientra tra quelle più diffuse sul nostro territorio che sono le seguenti:  

  Truffa del “parente in pericolo di vita”, dove il truffatore fingendosi un appartenente alle Forze dell’Ordine o un medico contatta la vittima sostenendo che un suo familiare è coinvolto in un reato o in un incidente e che servono soldi o gioielli per evitare il problema legale o sostenere l’intervento chirurgico;

    Truffa del “tecnico specializzato” (gas, luce, acqua), dove finti tecnici si presentano a casa delle vittime inventando diverse scuse per entrare come ad esempio controlli urgenti agli impianti e, una volta carpita la fiducia, distraggono le vittime e rubano denaro e oggetti preziosi;

    Truffe “telefoniche e online” nelle quali arrivano SMS, e-mail o chiamate che sembrano provenire da banche o uffici postali o di Polizia. In questi casi i truffatori chiedono di cliccare su un link fraudolento o di fornire dati personali e bancari o di effettuare bonifici;

La Polizia di Stato di Bologna che, organizza periodicamente incontri per sensibilizzare i cittadini su questo tema, richiama l’attenzione sui campanelli di allarme da non sottovalutare e invita a seguire questi consigli:

 Fare attenzione al ricorrente utilizzo di un numero telefonico corrispondente alle Forze di Polizia a cui il truffatore simula l’appartenenza, in questi casi è opportuno chiudere la conversazione e contattare il numero unico di emergenza 112 per verificare la reale appartenenza dell’interlocutore all’ente cui asserisce di appartenere

     non aprite mai la porta di casa a sconosciuti, anche se vestono un'uniforme o dichiarano di essere tecnici dipendenti di enti pubblici o incaricati dall’amministratore di condominio per controllare il corretto funzionamento degli impianti presenti in casa. Accertatevi sempre dell’identità di questi sconosciuti chiamando il numero di emergenza 112 prima di farli entrare in casa. Quasi sempre questo è sufficiente per allontanare i malintenzionati;

     nessun appartenente alle Forze dell’Ordine è autorizzato a chiedere dove custodite i vostri beni o a richiedere denaro e bonifici per lo svolgimento di attività di Polizia; se vi chiedono denaro è sicuramente una truffa.

    se vi viene riferito che un vostro caro ha avuto un incidente o si trova in ospedale verificate sempre l’informazione provando a contattare il familiare stesso e chiamando il numero di emergenza 112. Le Forze dell’Ordine possono aiutarvi a rintracciare i vostri parenti;

    non mostrate a nessuno i luoghi in cui conservate i beni di valore, gioielli o denaro contante;

     gli Istituti bancari o postali non richiedono i vostri dati sensibili tramite chiamate o messaggi; in tali casi contattate l’Istituto per chiedere la veridicità dell’operazione;

      infine, un accorgimento per i familiari delle persone anziane: sensibilizzate i vostri cari su questo fenomeno, soprattutto se abitano soli o se siete assenti per un lungo periodo.


 


 


 


 



Ruba cioccolato

 


PICCHIA L’ADDETTO ALLA SICUREZZA PER GARANTIRSI LA FUGA DOPO AVER ASPORTATO 16 CONFEZIONI DI BISCOTTI ALLA CIOCCOLATA. ARRESTATO DAI CARABINIERI

Bologna: I Carabinieri della Stazione Bologna hanno arrestato un 40enne senegalese, senza fissa dimora, per rapina impropria. L’arresto è stato eseguito durante un intervento dei Carabinieri in flagranza di reato, mentre controllavano via Irnerio. Al passaggio dell’autoradio, l’attenzione dei militari è stata richiamata da una colluttazione tra due persone davanti a un supermercato. I Carabinieri sono intervenuti e dopo aver riportato la calma tra le parti hanno rilevato che uno dei due soggetti, identificato nel 40enne senegalese, aveva preso a pugni l’addetto alla sicurezza per garantirsi la fuga dopo aver asportato 16 confezioni di biscotti alla cioccolata dagli scaffali del locale. A quel punto, il 40enne senegalese, gravato da numerosi precedenti penali e di polizia per reati contro il patrimonio e in materia di droga, è stato accompagnato in caserma, mentre la refurtiva è stata restituita al legittimo proprietario. Su disposizione del Pubblico Ministero di Turno presso la Procura della Repubblica di Bologna, il presunto responsabile è stato accompagnato in Tribunale per l’udienza di convalida e contestuale giudizio direttissimo.

lunedì 23 febbraio 2026

Servizi antidroga

 


I SERVIZI ANTIDROGA DEI CARABINIERI DELLA STAZIONE BOLOGNA: ARRESTATI DUE TUNISINI.

Bologna. I Carabinieri della Stazione Bologna hanno arrestato un 29enne e un 37enne, tunisini, senza fissa dimora, per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Gli arresti sono stati eseguiti durante un servizio antidroga che i militari stavano effettuando nel centro cittadino, con particolare riferimento al Parco della Montagnola per verificare la presenza di persone dedite alla vendita di sostanze stupefacenti. Alla vista dei due soggetti che si stavano aggirando con fare sospetto, avvicinandosi ad altri avventori del parco, i Carabinieri li hanno identificati e perquisiti. Le operazioni di ricerca sono terminate col ritrovamento di una trentina di grammi di hashish, una dose di cocaina e un centinaio di euro in contanti che il 37enne occultava nel tutore della spalla. Il materiale rinvenuto dai Carabinieri è stato sequestrato. Su disposizione del Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Bologna, i presunti responsabili sono stati accompagnati in Tribunale per l’udienza di convalida dell’arresto e il contestuale processo con rito direttissimo. L’arresto è stato convalidato e in attesa della sentenza che è stata posticipata, i due tunisini sono stati rimessi in libertà e, su disposizione del Giudice, accompagnati in un Centro di permanenza per il rimpatrio.

sabato 21 febbraio 2026

Incidente al Corno

 Incidente alpinistico Corno alle Scale. Un incidente alpinistico si è verificato oggi poco dopo le 10,30 nel comprensorio del Corno alle Scale. Due cordate di alpinisti composte da tre alpinisti ciascuna, complessivamente 6 persone, tutti attrezzati con ramponi e piccozza appartenenti alla sezione CAI di Pavullo stavano scalando il terzo canale del M.te Corno quando, per cause da accertare, qualcuno della prima cordata è scivolato trascinandosi anche gli altri, compresa la cordata che lo precedeva. Complessivamente sono state coinvolte sei persone. Uno degli alpinisti è riuscito a dare l’allarme al NUE 112. Vendono attivati la squadra del Soccorso Alpino e Speleologico, stazione Corno alle Scale, l’elicottero 118 di Bologna e l’elicottero 115 decollato dall’aeroporto di Bologna. La dinamica della caduta è molto brutta, gli alpinisti sono scivolati per circa 30 metri. La squadra territoriale composta da sei tecnici arriva sul posto in pochi minuti, mentre altri due tecnici e un medico appartenenti alla stazione Rocca di Badolo che si trovavano in zona per una esercitazione arrivano in supporto. L’elicottero di Bologna, vista la zona molto impervia, caratterizzata da un importante pendio, attiva l’elicottero 118 di Ravenna dotato di verricello con a bordo un Tecnico di Elisoccorso del CNSAS. L’aeromobile della base di Ravenna arrivata sul posto sbarca l’equipe con il verricello, in quanto la zona non è atterrabile. Stessa cosa per l’elicottero dei VVF. Gli alpinisti a bassa gravità vengono recuperati dal Drago e consegnati all’ambulanza che li ha poi trasferiti all’Ospedale di Porretta. Quelli che hanno riportato traumi più seri sono stati stabilizzati dall’anestesista dell’elicottero di Ravenna che ha provveduto a somministrare l’analgesia per il forte dolore. Una volta stabilizzati, uno di loro è stato recuperato dall’ EliRavenna e consegnato all’elicottero di Bologna che ha provveduto a centralizzare il paziente all’Ospedale Maggiore di Bologna. Stessa cosa ha fatto l’elicottero 118 di Ravenna terminata la fase di recupero ha trasportato il paziente all’Ospedale Maggiore di Bologna. Un ultimo alpinista, praticamente illeso è stato riaccompagnato a valle in sicurezza dai tecnici territoriali.

Auto con diamanti all’interno



 La Polizia Stradale di Bologna individua un’auto rubata con a bordo diamanti e arnesi da scasso.

La Polizia di Stato di Bologna all’esito di un quotidiano controllo in ambito autostradale ha individuato una autovettura rubata con all’interno diamanti e arnesi da scasso.

È accaduto nella tarda serata del 15 febbraio scorso, nel corso della continua attività di controllo e vigilanza stradale svolta dalla Sottosezione Polizia Stradale di Bologna, impegnata nell’attività di pattugliamento e vigilanza lungo le Autostrade A1, A14 e tangenziali.

Domenica sera, all’altezza del km 186 carreggiata nord dell’autostrada A1, i poliziotti della sottosezione autostradale di Bologna Sud hanno intimato l’alt ad un SUV con a bordo tre occupanti. Questi ultimi, però, anziché rallentare, sono scesi precipitosamente dall’auto lasciandola in mezzo alla carreggiata e si sono dati alla fuga nei campi adiacenti.

Mentre veniva diramata a tutte le Forze di Polizia la nota di ricerca dei tre soggetti, gli Agenti della Polstrada già dai primi controlli a bordo del veicolo hanno immediatamente compreso i motivi della fuga.

A bordo dell’auto, risultata rubata nella provincia di Bergamo alla fine del mese di gennaio, sono stati rinvenuti, infatti, degli astucci contenti cinque diamanti. Il portabagagli dell’auto, inoltre, era pieno di attrezzi da scasso di particolare potenza, quali un flessibile ed una trancia pneumatica, oltre ai “soliti” cacciaviti e piedi di porco di grosse dimensioni.

Sono state trovate anche numerose targhe di autovetture sulle quali sono in corso ulteriori verifiche.

Continuano le attività di ricerca dei fuggitivi, verosimilmente provenienti da fuori regione.

venerdì 20 febbraio 2026

Tutela ambiente

 


Tutela dell’ambiente, la Polizia Locale denuncia un uomo per abbandono di rifiuti pericolosi

Il ventenne rischia da uno a cinque anni di reclusione

Ci sono volute un paio di settimane di indagini, ma alla fine il responsabile di un abbandono di rifiuti pericolosi è stato individuato. Il fatto si riferisce alla fine del mese di gennaio, quando gli agenti del reparto Ambientale della Polizia Locale hanno avviato un’accurata indagine per venire a capo del responsabile dell’abbandono di rifiuti, classificati come pericolosi, nel quartiere Borgo Panigale. Gli operatori si sono avvalsi delle immagini di telecamere della zona, che hanno ripreso un furgone con due uomini a bordo mentre abbandonavano, in un parcheggio nell'area di via Casteldebole, fusti per circa 150 litri di olio motore esausto fortemente inquinante. Le ricerche hanno quindi portato alla denuncia, secondo quanto previsto dal testo unico sull'ambiente, di un cittadino italiano di 20 anni residente in zona. Il furgone utilizzato per commettere il reato, di proprietà dell'uomo, è stato sequestrato per la successiva confisca. L'autore del reato ora rischia da uno a cinque anni di reclusione

“Ringrazio la nostra Polizia Locale per il lavoro di indagine svolto_aggiunge l’assessora alla Sicurezza urbana integrata Matilde Madrid_ che conferma attenzione e competenza nel contrastare comportamenti che compromettono il bene comune e che mettono a rischio la salute collettiva. La tutela dell’ambiente è parte integrante della sicurezza urbana e della qualità della vita nei nostri quartieri.”

giovedì 19 febbraio 2026

Droga



 Bologna. La Polizia di Stato arresta il titolare di un call center che usava la sua attività per spacciare nel quartiere Bolognina.

La Polizia di Stato di Bologna, nello specifico personale della Squadra Mobile, nella giornata di ieri procedeva all’arresto di un soggetto nigeriano del ’91, titolare di un’attività commerciale in via N. Dall’Arca.

A seguito di diversi servizi di osservazione, appostamenti ed attività di indagine nel quadrilatero della Bolognina, gli investigatori della Squadra Mobile notavano atteggiamenti sospetti da parte del titolare di un negozio, un internet point, sito in via Dall’Arca nr. 23/b. Il negozio si occupa di fornire diversi servizi quali attività di money transfer con l’estero, avendo come principali clienti proprio cittadini nigeriani. Da fonti aperte tale attività risulta una sede ufficiale per rilasciare il certificato nigeriano chiamato ‘NIN’ (Numero identificativo Nigeriano): il NIN è un codice univoco di 11 cifre, documento ufficiale dello Stato della Nigeria che risulta essere indispensabile per identificare i cittadini nigeriani, ancorché residenti all’estero; serve, infatti, per operazioni essenziali in Nigeria, quali emissione del passaporto, rilascio della patente di guida, per poter registrare SIM card ed altre pratiche.

Dagli accertamenti esperiti dalla Squadra Mobile, l’uomo, sfruttando la copertura dell’attività commerciale e la conseguente posizione all’interno della comunità nigeriana, vendeva dosi di sostanza stupefacente proprio all’interno del negozio.

Durante l’appostamento gli operatori di Polizia avevano modo di notare che il titolare vendeva una dose ad un acquirente filippino, il quale veniva fermato, trovato in possesso di una dose da circa un grammo di cristalli (poi risultati positivi al test speditivo alle metanfetamine): escusso a sommarie informazioni confermava di acquistare cristalli di metanfetamine con cadenza settimanale da diversi mesi.

Dalla successiva perquisizione dentro all’attività commerciale si aveva modo di sequestrare ulteriori dosi singole della medesima sostanza, per un peso complessivo di alcuni grammi. La successiva perquisizione domiciliare presso l’abitazione dello straniero, sita in provincia di Modena, permetteva di sequestrare ulteriori 100 grammi circa di cristalli identici a quelli sequestrati, oltre a bilancino di precisione e materiale per il confezionamento. Venivano, inoltre, sequestrati 9365,00 euro all’interno del negozio e 3100,00 euro dentro l’abitazione dell’uomo.

La droga, come detto, reagiva al test speditivo della metanfetamina, ma, da una prima valutazione ed in attesa dei test qualitativi, potrebbe essere una droga sintetica detta shaboo. Con il termine “shaboo” è chiamata la cosiddetta droga etnica che arriva dall’Asia. Questa sostanza è diffusa soprattutto nella comunità filippina e cinese. È una metanfetamina potentissima, crea una fortissima dipendenza e tra i suoi effetti c’è, oltre all’euforia data dall’effetto stimolante, anche la sensazione di non provare fatica né sonno per molte ore.  Gli effetti di questa droga sono devastanti ed è molto difficile smettere di assumerla. Il costo della sostanza varia in base alla purezza, arrivando a costare diverse centinaia di euro al grammo nella sua forma più pura.

Come disposto dall’A.G., l’uomo è stato collocato presso la locale Casa Circondariale in attesa dell’udienza di convalida e l’attività commerciale, utilizzata come base per lo spaccio e che certamente ha permesso, di fatto, al pusher di sfruttare la propria posizione per eludere i controlli della polizia e per allargare la rete di clienti, è stata posta sotto sequestro con l’apposizione di appositi sigilli.

Sono in corso indagini al fine di ricostruire i fatti con maggior chiarezza.