GdiF BOLOGNA: “COSMOPROF WORLDWIDE 2026” - RINVENUTI OLTRE 200.000 PRODOTTI NON SICURI E 46 LAVORATORI IN NERO. Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna, in occasione della fiera “Cosmoprof Worldwide 2026”, evento leader mondiale per l’industria della bellezza che ha richiamato nel capoluogo felsineo 250.000 visitatori e oltre 3.000 espositori, ha attuato un piano straordinario di contrasto agli illeciti economico-finanziari. L’operazione, condotta dai militari del Nucleo Operativo Metropolitano, è il risultato di un’accurata attività di intelligence e dell’incrocio dei dati tra le banche dati e i rilevamenti sul campo, che hanno permesso di colpire in modo mirato soggetti e obiettivi critici. Il settore della sicurezza prodotti è stato al centro dell’attività delle Fiamme Gialle. Gli interventi, che hanno riguardato aziende italiane, comunitarie, americane e asiatiche, hanno portato al sequestro amministrativo di 212.401 prodotti (tra cui creme, trucchi e confezioni per la bellezza del corpo). La merce è risultata non conforme alle normative del Codice del Consumo. Per le violazioni riscontrate, sono previste sanzioni pecuniarie che vanno da un minimo di 516 a un massimo di 25.823 euro. Sul fronte del contrasto allo sfruttamento della manodopera, i controlli hanno permesso di individuare 46 lavoratori “in nero” impiegati da società italiane in mansioni di vendita e stoccaggio magazzino. I datori di lavoro sono stati segnalati all’Ispettorato d’Area Metropolitana di Bologna per l’applicazione della "maxisanzione" e la conseguente sospensione dell’attività commerciale. Inoltre, in chiave trasversale, i Finanzieri hanno dapprima effettato una mirata attività “antibagarinaggio” in collaborazione con l’Ente Fiera, che ha consentito l’individuazione di numerosi soggetti coinvolti nell’accaparramento indebito di biglietti di ingresso e il ritiro dal commercio di circa 24 titoli di accesso all’evento, e, in un secondo tempo, provveduto ad accertare 97 violazioni per mancata emissione di scontrini e di omessa installazione del misuratore fiscale.
il Resto del Dodino
venerdì 3 aprile 2026
Sgominata banda
Sgominata banda specializzata in furti ai bancomat. Eseguite quattro misure cautelari dalla Polizia di Stato di Bologna. La Polizia di Stato di Bologna, su delega della Procura della Repubblica, ha dato esecuzione a quattro misure cautelari, di cui una in carcere, due ai domiciliari e una di obbligo di dimora, a carico di quattro soggetti (classi 1989, 1987, 1995 e 1988) gravemente indiziati di plurimi furti in danno di esercizi pubblici, cc.dd. strappi di bancomat. In particolare i quattro uomini sono sospettati del furto consumato nella notte tra il 26 ed il 27 dicembre 2024 in danno di un Istituto bancario di Bologna, in via Trattati Comunitari Europei, con l’utilizzo di due mezzi rubati a Malalbergo (BO) e Castel San Pietro Terme (BO), nello specifico un’auto e un carroattrezzi. Gli indagati sono sospettati di avere sfondato le vetrine dell’istituto bancario asportando la struttura ATM ed il relativo contenuto. La banda è, inoltre, sospettata dei tentati furti, in danno di una filiale bancaria di Budrio (BO) e in danno di una pizzeria, consumati nella notte tra il 2 e il 3 gennaio 2025. Anche in questa circostanza gli indagati sono sospettati di avere utilizzato auto rubate in Castel San Pietro Terme e nel quartiere Bolognina. I quattro, dopo aver sfondato le vetrine dell’istituto bancario di Budrio, non consumavano il furto in quanto l’ATM non veniva sradicato e asportato dalla sede. Subito dopo, però, gli indagati tentavano di consumare un furto presso una pizzeria ubicata in Casalecchio di Reno (BO). Nella circostanza il gruppo si imbatteva in una pattuglia delle Forze dell’Ordine e si dava alla fuga, causando anche un incidente con una delle autovetture rubate. Le quattro misure cautelari sono state eseguite a Verona, ove uno degli indagati è attualmente detenuto per un altro episodio furtivo, a Roma e Livorno.
giovedì 2 aprile 2026
Rapinati due ragazzini
Gruppo di giovani rapina due coetanei a San Giovanni in Persiceto. Identificati e denunciati alcuni degli autori da parte della Polizia di Stato. Negli ultimi giorni, nel territorio di San Giovanni in Persiceto, la Polizia di Stato ha individuato e denunciato parte degli autori di una rapina commessa da parte di un gruppo di circa quindici ragazzi minorenni, di età compresa tra i 15 e 17 anni, ai danni di due coetanei. L'attività investigativa posta in essere dal personale del Commissariato di San Giovanni in Persiceto ha permesso di fare luce su questo episodio, avvenuto il 23 marzo scorso nei pressi di via De Chirico, dove due tredicenni sono stati rapinati da un gruppo di circa quindici ragazzi, di età compresa tra i 15 e i 17 anni, di probabile origine magrebina. L'intervento è scaturito dalla chiamata al numero di emergenza da parte delle giovani vittime, le quali hanno riferito di essere state accerchiate dal gruppo, all’interno del quale alcuni brandivano un bastone, e di essere state costrette a consegnare il denaro in loro possesso, nello specifico pochi euro. Nonostante l'assenza di impianti di videosorveglianza sul luogo dell'evento, l'efficace lavoro investigativo svolto dai poliziotti ha consentito di identificare e denunciare 5 presunti autori, anch’essi minorenni e già noti alle Forze dell'Ordine. Sempre nei giorni scorsi, una Volante dello stesso Commissariato ha denunciato in stato di libertà un cittadino italiano di 46 anni per il reato di ricettazione. L’uomo, nella giornata del 26 marzo, è stato intercettato durante un pattugliamento pomeridiano mentre circolava su una bicicletta sportiva rubata lo scorso 10 marzo, individuata dagli Agenti grazie all'analisi dei filmati comunali a seguito di denuncia sporta dal proprietario. La successiva perquisizione domiciliare ha permesso di rinvenire ulteriori tre biciclette di sospetta provenienza furtiva, ora a disposizione dell'Autorità Giudiziaria per la restituzione ai legittimi proprietari.
mercoledì 1 aprile 2026
Sospesa attività
Bologna – Il Questore sospende un’attività commerciale alla Bolognina: negozio usato come base per lo spaccio di droga. Il Questore di Bologna, a seguito di un’attività investigativa condotta dalla locale Squadra Mobile, ha disposto la sospensione delle autorizzazioni relative ad un esercizio commerciale situato in via Antonio di Vincenzo, nel cuore della Bolognina, in quanto utilizzato come sede di spaccio. A seguito di diverse segnalazioni dei residenti che lamentavano un’attività di spaccio di sostanze stupefacenti in zona, nella serata del 25 marzo scorso, gli Agenti in borghese hanno effettuato un servizio di osservazione nei pressi di un negozio di alimentari intestato ad una cittadina nigeriana, classe 1976. Nel corso dell’attività, è stata rilevata la presenza abituale di diversi soggetti stranieri, già noti alle Forze dell’Ordine e con precedenti specifici in materia di spaccio. In particolare, gli operatori hanno assistito ad una cessione da parte di un uomo che, dopo aver ricevuto del denaro, è entrato nell’esercizio commerciale per recuperare e poi consegnare all’acquirente un involucro in plastica contenente sostanza stupefacente. A seguito di quanto osservato, gli Agenti hanno proceduto ad una perquisizione all’interno del locale, dove è stata rinvenuta e sequestrata una cospicua somma di denaro ritenuta di dubbia provenienza. Nel corso dei controlli sono, inoltre, emerse carenze sotto il profilo igienico-sanitario, con la presenza di alimenti privi delle necessarie indicazioni di provenienza. In considerazione delle circostanze appurate, dell’attività di spaccio e del concreto rischio per l’incolumità e la sicurezza della collettività, il personale della Divisione Polizia Amministrativa e Sicurezza della Questura ha svolto l’attività istruttoria di propria competenza, che ha condotto all’emissione da parte del Questore del provvedimento di sospensione delle autorizzazioni all’esercizio dell’attività commerciale per la durata di sette giorni.
martedì 31 marzo 2026
Polizia di Stato
Stretta sicurezza: 65 arresti, 48 misure e 33 espulsioni in un mese. Bologna – Sessantacinque arresti, quarantotto misure di prevenzione e trentatré espulsioni. È questo il bilancio delle attività della Polizia di Stato nel mese di marzo, al termine di una serie di controlli e operazioni di polizia giudiziaria effettuati dai diversi Uffici e Reparti di Questura, Commissariati e Specialità della Polizia di Stato. Nel corso delle operazioni sono stati, inoltre, sequestrati ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti e somme di denaro ritenute provento di attività illecite. La Squadra Mobile ha portato a termine una serie di mirate attività di contrasto al crimine diffuso, culminate con l'arresto di 15 persone. Il fronte più consistente ha riguardato il narcotraffico, con l'arresto di dieci soggetti e il contestuale sequestro di circa 1,6 kg di hashish, 160 grammi di cocaina, oltre 22 grammi di crack e 18 grammi di eroina, unitamente alla somma in contanti di 9.020 euro; a questi si sono aggiunti ulteriori 10 kg di hashish e 2 kg di cocaina, sequestrati all’esito di attività investigativa in alcune province del nord Italia. Sul versante dei reati contro il patrimonio, sono stati effettuati 4 arresti per rapina; mentre, l'attività investigativa ha permesso di rintracciare un cittadino pakistano, destinatario di un ordine di carcerazione emesso dalla Procura locale. Nell'ambito delle attività di controllo del territorio sono stati effettuati ben 46 arresti, per diverse tipologie di reati tra cui furti, rapine, resistenza a pubblico ufficiale, porto abusivo di armi, nonché esecuzioni di ordine di carcerazione. Gli arresti hanno riguardato diverse zone del territorio di Bologna e provincia. Nello specifico, in città, le volanti dell’U.P.G.S.P., dei Commissariati cittadini e del Reparto Prevenzione Crimine hanno arrestato 40 soggetti, e contestualmente alle operazioni, gli agenti hanno proceduto al sequestro di tre armi, di 3 chili di hashish, 230 grammi di marijuana, e di una somma in contanti pari a 33.000 euro. Gli altri 4 arresti sono stati, invece, effettuati in Provincia, in particolare, il personale del Commissariato di Imola ha arrestato 3 soggetti, due delle quali di nazionalità rumena, ritenute responsabili del reato di furto aggravato in concorso; il terzo soggetto, un cittadino tunisino è accusato di resistenza a Pubblico Ufficiale e lesioni personali. Ad opera del Commissariato San Giovanni in Persiceto è stato eseguito un arresto di un cittadino italiano, su cui pendeva un ordine di custodia cautelare emesso dall’A.G. Dall’attività di controllo in Stazione Centrale, effettuata dalla Polizia Ferroviaria di Bologna, sono scaturiti altri 4 arresti. Due nei confronti di cittadini tunisini per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio, operazione che ha portato al sequestro di 600 g di hashish; uno nei confronti di un tunisino di diciannove anni, accusato di porto abusivo di armi e tentato omicidio ai danni di un connazionale di 29 anni, quest'ultimo fuori pericolo di vita; un altro, infine, a carico di un cittadino nigeriano in esecuzione di un ordine di carcerazione. I potenziati servizi di controllo del territorio e l’intensa attività posta in essere, hanno consentito al Questore di applicare, previa attività istruttoria curata dalla Divisione Anticrimine, diverse misure di prevenzione, in particolare, sono stati emessi 16 fogli di via obbligatori, 15 avvisi orali, 3 Daspo Urbani (c.d. DACUR) e 14 ammonimenti nei confronti di altrettanti soggetti che, a vario titolo, hanno posto in essere condotte sanzionabili in via penale e amministrativa. Infine, elevato è anche il bilancio raggiunto sul fronte del contrasto all’immigrazione irregolare, che ha condotto all’accompagnamento di 20 stranieri irregolari presso i diversi Centri per il Rimpatrio distribuiti sul territorio e all’esecuzione di 13 rimpatri con accompagnamento diretto alla frontiera aerea.
lunedì 30 marzo 2026
Tir in fiamme sulla A1
Sasso Marconi: incendio di un autoarticolato in autostrada A1, impegnate sette squadre
Dalle ore 13:45 di oggi, 20 unità di vigili del fuoco del Comando dei Vigili del Fuoco di Bologna sono impegnate al km 209 dell'autostrada A1 in direzione Sud per lo spegnimento di un un'incendio che ha interessato un autoarticolato trasportante materiale plastico.
Sul posto sono operativi 7 automezzi provenienti dai distaccamenti di Casalecchio di Reno, dalla sede Centrale di Bologna, da Monzuno e Castiglione dei Pepoli.
Il personale, dopo aver circoscritto le fiamme, che inizialmente avvolgevano tutto l'autoarticolato, sta lavorando per bonificare gli ultimi focolai. Il conducente dell'automezzo, accortosi dell'incendio è riuscito a sganciare la motrice e mettersi in salvo prima dell'arrivo dei Vigili del Fuoco. Non si registrano né vittime né feriti. Il tratto autostradale in cui è avvenuto l'incendio risulta attualmente chiuso al traffico.
giovedì 26 marzo 2026
Espulso straniero
Bologna – La Polizia di Stato espelle uno straniero pluripregiudicato in seguito di una violenta lite in Via Matteotti. Nel corso del pomeriggio di ieri, mercoledì 25 marzo, la Polizia di Stato di Bologna è intervenuta in Via Matteotti per la segnalazione di una violenta lite tra due soggetti, di cui uno a bordo di un taxi. Nello specifico, un soggetto tunisino classe 2007, con numerosi precedenti penali e irregolare sul territorio nazionale, mentre si trovava a bordo di un taxi fermo all’incrocio tra via Matteotti e Viale Masini, è stato raggiunto da un altro uomo che, dopo aver aperto lo sportello posteriore del taxi, ha iniziato a colpirlo. Immediatamente l’autista del taxi è sceso dall’auto e ha segnalato quanto stesse accadendo su linea di emergenza 1 1 2. In quei frangenti, l’aggressore si è allontanato per pochi istanti, per poi ritornare con in mano un taglierino, colpendo nuovamente il tunisino e provocandogli delle ferite superficiali al volto e alle mani, per poi darsi alla fuga. All’arrivo degli Agenti, il tunisino ha assunto un comportamento particolarmente aggressivo e poco collaborativo, nonostante il tentativo dei poliziotti di volergli prestare le prime cure, arrivando a tentare di colpirli con una bottiglia di vetro. L’uomo è stato, dunque, fermato e condotto in Questura per ulteriori accertamenti e per ricostruire i motivi della lite, riconducibili probabilmente a tensioni pregresse tra l’uomo e un suo conoscente. Il tunisino, gravato da svariati precedenti penali per reati contro la persona e il patrimonio, è risultato anche irregolare sul territorio nazionale; circostanze queste, che hanno portato all’avvio immediato, da parte dell’Ufficio immigrazione, delle procedure amministrative previste dalla normativa vigente, nonché alla segnalazione all’Autorità Giudiziaria della condotta assunta dall’uomo.




