martedì 14 luglio 2026

Minorenne aggredito

 


MINORENNE AGGREDITO AL PARCO: IDENTIFICATI DAI CARABINIERI E SEGNALATI ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE PER I MINORENNI DI BOLOGNA I PRESUNTI RESPONSABILI

Provincia di Bologna: I Carabinieri della Stazione di Altedo (BO) hanno segnalato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna, i presunti responsabili di un’aggressione di gruppo, commessa in un parco pubblico ai danni di un minorenne che era riuscito ad allontanarsi e a chiedere aiuto ai genitori. Ferito e dolorante, il ragazzino era stato trasportato in una struttura sanitaria per essere medicato e sottoposto a una vista specialistica a causa delle gravi ferite ricevute durante il pestaggio commesso per futili motivi da un branco di coetanei nell’area pubblica, dove era stato attirato con una scusa. Le indagini avviate dai Carabinieri hanno permesso di risalire ai presunti responsabili: una ventina di minorenni, segnalati a piede libero all’Autorità giudiziaria competente per le seguenti ipotesi di reato commesse a vario titolo: lesione personale aggravata in concorso e violenza privata aggravata in concorso. In considerazione della richiesta avanzata dal Pubblico Ministero che ha coordinato le indagini, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale per i Minorenni dell’Emilia Romagna ha disposto la misura cautelare della permanenza in casa nei confronti di cinque minorenni, ritenuti gli esecutori materiali del pestaggio, mentre nei confronti degli altri coetanei deferiti a piede libero e che avevano assistito alla brutale aggressione, senza fare nulla per impedirla o fermarla, non sono state emesse misure cautelari.

lunedì 13 luglio 2026

Truffe agli anziani

 


 Imola - sventata una truffa ai danni di anziani, la Polizia di Stato di Bologna arresta due uomini. La Polizia di Stato di Bologna ha arrestato due uomini, un cittadino italiano classe 1987 e un cittadino marocchino classe 2002, responsabili del reato di tentata truffa aggravata in concorso ai danni di persone anziane, al termine di un'attività investigativa condotta dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Imola. L'operazione ha avuto origine da una segnalazione che indicava la presenza nel territorio imolese di un'autovettura, proveniente dalla provincia di Torino, in uso a soggetti dediti alle "truffe del finto Carabiniere". Gli Agenti hanno quindi predisposto un mirato servizio di osservazione, individuando il veicolo e monitorandone gli spostamenti. Nel corso del tempestivo pedinamento, i Poliziotti hanno documentato i movimenti dei due, i quali hanno effettuato numerose soste nei pressi di abitazioni di persone anziane, mantenendo continui contatti telefonici. Contestualmente, alla Sala Operativa del Commissariato e al Numero Unico di Emergenza 112 sono giunte diverse segnalazioni di tentativi di truffa con il consolidato stratagemma del "finto Carabiniere" o del "finto Magistrato". Le vittime venivano contattate telefonicamente e indotte a credere che un familiare fosse coinvolto in un grave incidente stradale o in un procedimento penale, convincendole a consegnare denaro e preziosi per evitarne l'arresto o il pagamento di presunte cauzioni. L'intervento degli Operatori ha consentito di bloccare i due sospettati prima che riuscissero a impossessarsi dei beni delle vittime. In una delle abitazioni, gli Agenti hanno trovato un'anziana donna che, seguendo le istruzioni ricevute telefonicamente dai truffatori, aveva già raccolto gioielli e oggetti di valore, disponendoli accanto alla porta d'ingresso in attesa dell'arrivo del sedicente incaricato. In un altro episodio, una donna, insospettita dalla richiesta ricevuta, non ha aperto la porta di casa e ha immediatamente contattato il figlio e le Forze dell'Ordine, consentendo di acquisire ulteriori elementi utili alle indagini. Le successive attività hanno permesso di sottoporre a sequestro i telefoni cellulari in uso ai due uomini. Dall'analisi dei dispositivi sarebbero emersi indirizzi delle potenziali vittime, percorsi di navigazione, contatti e conversazioni riconducibili, all'organizzazione e all'esecuzione delle truffe. L'attività svolta confermerebbe un consolidato modus operandi, caratterizzato da una ripartizione dei ruoli tra chi contatta telefonicamente le vittime e chi, sul territorio, provvede al ritiro di denaro e preziosi, sfruttando lo stato di particolare vulnerabilità e il forte coinvolgimento emotivo delle persone anziane. Al termine degli accertamenti, i due uomini sono stati arrestati in flagranza di reato per tentata truffa aggravata in concorso e, su disposizione della Procura della Repubblica di Bologna, è stata applicata la misura cautelare della custodia cautelare in carcere. La Polizia di Stato di Bologna, rinnova l'invito alla massima prudenza, rivolgendosi in particolare alle persone anziane e ai loro familiari. Negli ultimi tempi sono sempre più frequenti i tentativi di truffa messi in atto da persone che, al telefono, si presentano falsamente come appartenenti alle Forze dell'Ordine, a uffici giudiziari, ospedali o ad altre istituzioni. Con il pretesto di un grave incidente, di un'emergenza che coinvolgerebbe un familiare o di presunti problemi giudiziari, i truffatori cercano di convincere la vittima a consegnare denaro, gioielli o altri oggetti di valore a un incaricato che si presenterà successivamente presso l'abitazione. È importante ricordare che nessuna Forza dell'Ordine o istituzione pubblica richiede denaro o beni di valore per risolvere situazioni di questo genere. Di fronte a richieste di questo tipo è fondamentale mantenere la calma, non lasciarsi prendere dal panico e non fornire informazioni personali, bancarie o relative ai propri beni. Se si riceve una telefonata sospetta, è necessario interrompere immediatamente la conversazione, verificare direttamente con i propri familiari quanto riferito e contattare senza esitazione il Numero Unico di Emergenza 112. Anche i familiari svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione: parlare di queste truffe con i propri cari, soprattutto con le persone più anziane, aiuta a riconoscere i tentativi di raggiro e a evitarne le conseguenze. La prevenzione, l'informazione e la tempestiva segnalazione alle Forze dell'Ordine rappresentano gli strumenti più efficaci per contrastare questo fenomeno e proteggere i cittadini.

sabato 11 luglio 2026

Troppo aceto nell'insalata

 


“TROPPO ACETO NELL’INSALATA”  ALLA GUIDA DEL FURGONE CON TASSO ALCOLEMICO TRE VOLTE SUPERIORE AL CONSENTITO: DENUNCIATO DALLA POLIZIA DI STATO DI BOLOGNA. La Polizia di Stato di Bologna ha denunciato per guida in stato di ebrezza un 57enne sorpreso alla guida con un tasso alcolemico ben oltre il limite consentito.  E’successo durante la consueta attività di vigilanza stradale lungo la S.S. 9 Via Emilia quando una pattuglia del Distaccamento di Polizia Stradale di Imola, all’altezza di Castel San Pietro Terme (BO), ha intimato l’alt al conducente di un furgone perché non faceva uso delle cinture di sicurezza. Non appena il conducente ha abbassato il finestrino, gli Agenti hanno subito avvertito un forte odore di alcol.  Alla richiesta di cosa trasportasse, l’autista rispondeva che aveva a bordo alcune bevande, compresi degli alcolici.  In un primo momento, gli Operatori hanno anche pensato che si fosse rotto qualche contenitore, ma ben presto è stato chiaro che, invece, era proprio il 57enne ad emanare quell’odore. Alla prova con il precursore, l’esito, infatti, è stato positivo e, una volta effettuate le prove con l’etilometro, le stesse hanno dato un risultato di 1,73 g/l, oltre il triplo del valore-limite consentito di 0,5 g/l. L’autista, non capacitandosi di quanto rilevato, ha anche affermato: “Avrò esagerato con l’aceto nell’insalata!”. I Poliziotti ovviamente non ci sono cascati e per l’uomo sono scattate la denuncia per guida in stato di ebrezza ed il ritiro della patente mentre il veicolo è stato affidato ad un collega giunto sul posto. 

venerdì 10 luglio 2026

Arrestati per possesso di droga



 I CARABINIERI DEL NUCLEO INVESTIGATIVO DI BOLOGNA ARRESTANO PER POSSESSO DI STUPEFACENTE DUE PERSONE, UNO ERA ANCHE RICERCATO PER UN ORDINE DI CARCERAZIONE.

Bologna: I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bologna hanno arrestato un 57enne albanese e un 42enne italiano per detenzione di sostanze stupefacenti. Mentre stavano effettuando dei servizi di controllo del territorio in Valsamoggia (BO) l’attenzione dei militari è stata attirata da una vettura, con due persone a bordo, che procedeva ad alta velocità in quelle vie. Nel corso del successivo controllo, in cui i due controllati, un 57enne albanese (conducente) e 42enne italiano (passeggero), entrambi gravati da precedenti di polizia, si mostravano particolarmente agitati, i Carabinieri hanno sentito un forte odore simile a quello rilasciato dalle sostanze stupefacenti provenire dal bagagliaio. La perquisizione del veicolo ha consentito di trovare 4,4 kg di marijuana nascosti nel vano posteriore. Nei confronti dell’autista, i Carabinieri hanno scoperto che era anche ricercato da un anno dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura Generale della Repubblica presso la Corte D’Appello di Bologna, dovendo espiare 8 mesi di reclusione per un reato di evasione commesso nel 2020 a Ravenna. Su disposizione del Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Bologna, i presunti responsabili sono stati tradotti presso la Casa circondariale – Rocco D’Amato di Bologna a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Ulteriori accertamenti in corso da parte dei Carabinieri per scoprire la provenienza della sostanza stupefacente rinvenuta.

giovedì 9 luglio 2026

Controlli sulle 2 ruote



 Bologna – La Polizia di Stato di Bologna intensifica i controlli sui mezzi irregolari a 2 ruote.

La Polizia di Stato di Bologna prosegue senza sosta l’attività di verifica e controllo dei veicoli di mobilità elettrica e della micromobilità stradale. L’azione, svolta dalla Sezione Polizia Stradale di Bologna, è finalizzata ad accertare la conformità dei mezzi in circolazione nel contesto cittadino e a garantire il rispetto delle norme del Codice della Strada, contribuendo così a una maggiore sicurezza della circolazione.

Le operazioni effettuate, che hanno visto il controllo di 17 persone e la verifica di 14 veicoli, di cui 9 monopattini e 5 biciclette a pedalata assistita, hanno evidenziato una situazione di diffusa irregolarità: sui mezzi controllati, dato che soltanto due sono risultati pienamente conformi alle normative vigenti.

I Poliziotti hanno contestato complessivamente 22 infrazioni. In particolare, per quanto riguarda i monopattini, sono state rilevate 13 violazioni relative alla mancanza di contrassegno identificativo e di casco. Per quanto concerne le biciclette a pedalata assistita, tre erano in realtà dei ciclomotori a tutti gli effetti e, pertanto, i controlli hanno portato alla contestazione di 9 infrazioni per la mancanza di copertura assicurativa, per la mancata immatricolazione dei veicoli classificati come ciclomotori, per guida senza patente, per l'assenza di targa, per guida senza casco protettivo e per la mancata esibizione dei documenti di guida. Questi ciclomotori camuffati da bicicletta elettrica sono stati, quindi, sottoposti a sequestro. Il bilancio operativo si completa con 1 verbale di sequestro amministrativo, 3 verbali di fermo amministrativo, la contestazione nei confronti di un utente per l’uso di apparecchi radiotelefonici durante la guida, nonché ulteriori 6 sanzioni di vario genere al CDS. Le attività portate a termine confermano l’impegno continuo e costante della Polizia Stradale riguardo al monitoraggio della micromobilità elettrica, finalizzato a garantire la sicurezza di tutti gli utenti della strada e a contrastare la circolazione di mezzi alterati che, superando le prestazioni tecniche previste dalla normativa, rappresentano un concreto pericolo per l'incolumità pubblica.  


mercoledì 8 luglio 2026

Intervento in Piazza Verdi



 Bologna - Intervento nella notte in Piazza Verdi: ferito un giovane con arma da taglio. La Polizia di Stato di Bologna rintraccia e denuncia uno degli aggressori.

Nella mattinata di martedì 07 luglio, la Polizia di Stato di Bologna ha interrotto la fuga di un soggetto responsabile di un’aggressione avvenuta nei pressi della zona universitaria, deferendolo all'Autorità Giudiziaria per il reato di lesioni personali aggravate in concorso.

Nello specifico gli Agenti dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico sono intervenuti alle ore 03:30 circa, a seguito di una segnalazione da parte di un cittadino senegalese classe 1996. Quest’ultimo ha riferito alla Sala Operativa di aver notato tre individui coinvolti in una lite in Piazza Verdi, sfociata poi nell'aggressione fisica di due soggetti ai danni del terzo.

Gli Operatori, giunti immediatamente sul posto nei pressi di via Petroni, sono stati avvicinati dal segnalante, il quale ha indicato la vittima: un cittadino somalo classe 2003, che si trovava a terra con tracce di sangue sul corpo. 

Gli Agenti hanno riscontrato una profonda ferita da arma da taglio al mento, procedendo a prestare i primi soccorsi e a richiedere l'intervento immediato del personale sanitario del 118.

Secondo la ricostruzione dei fatti, la vittima si trovava seduta in Piazza Verdi, quando è stata avvicinata da due uomini su due biciclette. Dopo aver rivolto al giovane pesanti insulti razziali, uno dei due ha estratto un coltello colpendolo al mento, per poi darsi alla fuga insieme al complice nelle vie limitrofe.

Prima del trasporto presso il Pronto Soccorso dell'Ospedale Maggiore da parte dell'ambulanza, la vittima è riuscita a fornire una descrizione dettagliata di uno degli assalitori, il quale si era appena allontanato verso Strada Maggiore a bordo di una bicicletta. Poco dopo, lo stesso è stato bloccato e identificato come un cittadino tunisino classe 2003, senza fissa dimora.

Dai successivi accertamenti, il giovane è risultato gravato da numerosi precedenti in materia di sostanze stupefacenti, nonché irregolare sul territorio nazionale.

Il 23enne è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Bologna. Essendo emersa la sua posizione di irregolarità in Italia, l'uomo è stato successivamente posto a disposizione del locale Ufficio Immigrazione, il quale ha predisposto l’accompagnamento dello straniero presso il CPR.

È doveroso evidenziare che il procedimento è in fase di indagine preliminare, essendo la responsabilità penale provata solo con sentenza di condanna passata in giudicato.

Sono tuttora in corso le attività d'indagine volte all'identificazione del secondo complice rimasto ignoto. 


martedì 7 luglio 2026

Tentato omicidio

 


TENTATO OMICIDIO DI VIA GIOVAN BATTISTA DE ROLANDIS A BOLOGNA: 21ENNE TUNISINO ARRESTATO DAI CARABINIERI DEL N.O.R.M. DI SAN GIOVANNI IN PERSICETO

San Pietro in Casale (BO): I Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile della Compagnia di San Giovanni in Persiceto (BO) hanno arrestato un 21enne e un 31enne, tunisini, senza fissa dimora.

L’arresto è stato eseguito durante un controllo stradale che i militari stavano effettuando nella serata del 6 luglio 2026 in via Galliera Nord a San Pietro in Casale. Alla vista del 31enne che si trovava alla guida di una Mercedes classe A, i Carabinieri gli hanno intimato l’alt, invitandolo a fermare il veicolo per un controllo dei documenti di guida e di circolazione. Il conducente, però, invece di fare quello che gli avevano chiesto i militari, è fuggito a piedi, liberandosi di un borsellino che aveva in mano. Raggiunto dai Carabinieri, il soggetto è stato identificato nel 31enne tunisino e nel borsellino che aveva gettato per terra, sono state trovate 34 dosi di cocaina, per un peso complessivo di 21,84 grammi. Ulteriori approfondimenti sul conto del 31enne, hanno consentito di rilevare che era ricercato dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Arezzo, poiché riconosciuto colpevole di una serie di reati in materia di droga commessi in quel territorio qualche anno fa. Per questo motivo era stato condannato a 2 anni, 5 mesi e 26 giorni di reclusione e 4.000 euro di multa, ma non era stato possibile procedere al suo arresto perché irreperibile da dicembre 2025. La cosa inaspettata però si è verificata durante l’identificazione e gli approfondimenti investigativi del passeggero, 21enne tunisino che si trovava a bordo della Mercedes. Il 21enne era stato indagato dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna per il tentato omicidio in concorso di un 20enne tunisino, rimasto gravemente ferito nel tardo pomeriggio del 10 gennaio 2026 in via Giovanni Battista De Rolandis a Bologna. All’epoca dei fatti, il 20enne era stato seguito, accerchiato, picchiato e accoltellato per strada da un gruppo di soggetti che si erano dileguati. Soccorso dai sanitari del 118, il malcapitato era stato trasportato in una struttura sanitaria. La scena del crimine era stata analizzata e documentata dai Carabinieri della Sezione Investigazioni Scientifiche del Nucleo Investigativo di Bologna, alla ricerca dei primi elementi utili per ricostruire i fatti e risalire agli autori dell’efferato crimine che aveva destato una forte preoccupazione tra gli studenti e i cittadini residenti nella Città Universitaria. Le indagini avviate dai Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Bologna Centro, coordinati dall’Autorità giudiziaria, avevano consentito di risalire ai presunti responsabili, tra cui il 21enne tunisino, rintracciato nella serata del 6 luglio 2026 a San Pietro in Casale. Su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna, il 21enne e il 31enne, sono stati tradotti presso la Casa circondariale – Rocco D’Amato, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.