martedì 4 agosto 2026

Furto di carburante



 Bologna - La Polizia di Stato individua e deferisce il presunto autore di ripetuti furti di gasolio in area agricola a Imola

La Polizia di Stato di Bologna ha individuato e deferito all'Autorità Giudiziaria un soggetto responsabile di ripetuti furti di carburante ai danni di un fondo agricolo situato a Imola.

Nello specifico, gli Agenti del Commissariato di Imola sono intervenuti dopo aver ricevuto una denuncia da parte del proprietario del terreno agricolo, a seguito dei continui ammanchi di gasolio necessario per l'alimentazione dei mezzi agricoli. 

La moglie del proprietario è riuscita a fotografare la targa del veicolo utilizzato per la commissione del reato, un furgone di colore bianco e dopo i vari controlli gli Operatori hanno accertato che il veicolo risultava intestato a una donna residente a Imola, la quale è risultata del tutto estranea ai fatti e priva di precedenti penali. 

I successivi approfondimenti si sono quindi estesi all'intero nucleo familiare, concentrandosi sul padre della proprietaria, un uomo originario della provincia di Reggio Calabria, classe 1953.  Nello specifico, è emerso che il soggetto risiede a Imola, a poca distanza dal fondo agricolo preso di mira, e risulta gravato da numerosi precedenti per reati contro il patrimonio.

Grazie ai dispositivi di videosorveglianza installati dalla vittima all'interno della proprietà, gli Agenti sono riusciti a confermare la corrispondenza del soggetto nei video con la foto della patente di guida del soggetto. 

Inoltre, nel corso dell'attività d'indagine, il denunciante ha integrato le proprie dichiarazioni fornendo ulteriore materiale fotografico relativo a un precedente episodio di furto risalente al 4 maggio 2026 all'interno del medesimo fondo agricolo, per il quale la vittima aveva originariamente sporto denuncia presso la Stazione dei Carabinieri di Sesto Imolese. 

Alla luce dei fatti, l'uomo è stato quindi denunciato per il reato di furto.


lunedì 3 agosto 2026

Somalo arrestato

 


25ENNE SOMALO ARRESTATO DAI CARABINIERI DEL NUCLEO RADIOMOBILE PER TENTATA RAPINA IMPROPRIA

Bologna: I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Bologna hanno arrestato un 25enne somalo, senza fissa dimora, per tentata rapina impropria. L’arresto è stato eseguito durante un intervento di soccorso dei militari in favore del personale addetto alla sicurezza di un supermercato di via Guelfa e di un Agente della Polizia di Stato libero dal servizio che stava facendo la spesa. I fatti sono iniziati quando l’addetto alla sicurezza si è accorto dei movimenti sospetti del 25enne che dopo essersi aggirato con uno zaino in spalla, nel reparto adibito alla vendita delle bevande alcoliche, si era diretto verso le casse self service per pagare un solo prodotto. L’addetto alla sicurezza si è avvicinato al cliente e dopo averlo invitato a mostrargli il contenuto dello zaino, molto voluminoso rispetto a quando era entrato nel locale, lui si è allontanato, sferrando un pugno a un altro dipendente del supermercato e proferendo frasi del tipo “Ti ammazzo, ti accoltello, stammi lontano, non ti avvicinare!”. Accortosi dei fatti, l’Agente della Polizia di Stato è intervenuto in difesa dell’addetto alla sicurezza, poi hanno iniziato a seguire il cliente che stava scappando. Appresa la notizia, i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Bologna si sono recati in zona e dopo aver intercettato il cliente in fuga in Viale Felsina, lo hanno bloccato e identificato nel 25enne somalo. La merce precedentemente asportata, cinque bottiglie di GIN del valore complessivo di 232 euro, è stata recuperata e restituita al legittimo proprietario. Il 25enne, sottoposto a una perquisizione personale, è stato trovato in possesso di due pezzi di una sostanza stupefacente del tipo hashish, per un peso complessivo di 8,65 grammi. Su disposizione del Pubblico Ministero di Turno presso la Procura della Repubblica di Bologna, il presunto responsabile è stato tradotto in Tribunale per la convalida dell’arresto e contestuale giudizio direttissimo.

sabato 1 agosto 2026

Violazione di domicilio

 


VIOLA IL DOMICILIO PER VEDERE LA RAGAZZA DI CUI SI È INVAGHITO. ARRESTATO DAI CARABINIERI. UN MILITARE FERITO DURANTE L’INTERVENTO

Minerbio (BO): I Carabinieri della Stazione di Altedo (BO) hanno arrestato un 19enne, residente in Provincia di Bologna, per violazione di domicilio, resistenza a un pubblico ufficiale e lesione personale aggravata. È successo alle ore 22:35 del 30 luglio 2026, quando i Carabinieri sono intervenuti a casa di una donna che aveva chiesto aiuto per la presenza sospetta di un giovane che voleva entrare in casa. Alla vista dei militari, la richiedente riferiva che il giovane si era invaghito della nipote al punto che voleva entrare in casa per vederla, senza sapere che la ragazza non c’era perché era andata via per estraniarsi da questa situazione che la stavano assillando. Nel frattempo, il ragazzo era riuscito a entrare in casa, danneggiando il portone di ingresso con un martello e raggiungendo la cameretta della giovane. A quel punto, quando si è accorto che la stessa non era presente, è uscito fuori in stato di agitazione, con gli occhi spalancati e fissi nel vuoto e si è diretto verso i Carabinieri dicendo che avrebbe vissuto con la ragazza, per volere di Allah. Alla vista del ragazzo, in stato confusionale, i militari hanno fatto di tutto per tranquillizzarlo, cercando di instaurare un dialogo per riportarlo alla calma, ma lui li ha aggrediti, costringendoli a immobilizzarlo con l’utilizzo della Pistola Taser. Un militare è rimasto ferito. Identificato nel 19enne, il giovane, è stato trasportato al Pronto Soccorso dell’Ospedale Maggiore di Bologna per essere visitato. Successivamente, è stato arrestato dai Carabinieri che hanno informato il Pubblico Ministero di Turno presso la Procura della Repubblica di Bologna, il quale disponeva di procedere con l’accompagnamento in Tribunale per l’udienza di convalida e contestuale giudizio direttissimo.

giovedì 30 luglio 2026

Sanitari aggrediti

 


SANITARI AGGREDITI DURANTE UN INTERVENTO DI SOCCORSO A UN PAZIENTE IN STATO DI AGITAZIONE. 57ENNE ARRESTATO DAI CARABINIERI DEL NUCLEO RADIOMOBILE


Bologna: I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Bologna hanno arrestato un 57enne marocchino per violenza e minaccia a un pubblico ufficiale e lesioni personali a personale esercente una professione sanitaria. È successo la mattina del 29 luglio 2026 in Piazza San Francesco, quando i Carabinieri hanno eseguito un intervento di soccorso in favore del personale della Croce Rossa Italiana, aggredito mentre stava dando soccorso a un uomo in stato di agitazione che qualche minuto prima era stato trovato a terra, semi cosciente e ferito. Questi, alla vista degli operanti, invece di calmarsi e affidarsi alle loro cure, li ha minacciati di morte e aggrediti, prendendoli a pugni, poi gli ha sputato in faccia. Il soggetto, identificato in un 57enne marocchino, residente a Bologna, disoccupato e con precedenti di polizia specifici per reati contro la persona, è stato sedato e sottoposto alle cure del caso. L’autista della Croce Rossa Italiana è rimasta ferita. Terminato il servizio, il presunto responsabile arrestato dai Carabinieri, è stato rimesso in libertà ai sensi dell’Art. 121 del Codice di procedura penale.

mercoledì 29 luglio 2026

In autostrada col motorino

 


Bologna - IN A1 DIRETTISSIMA IN MOTORINO PER ANDARE A BARI: FERMATO DALLA POLIZIA DI STATO. Uno straniero è stato intercettato dalla Polizia di Stato di Bologna mentre percorreva l’autostrada in sella al suo motorino. E’accaduto la scorsa domenica mattina quando una pattuglia della Sottosezione di Pian del Voglio, impegnata nel monitoraggio della viabilità particolarmente intensa per l’inizio dell’esodo estivo, è stata inviata dalla Centrale Operativa di Firenze poco dopo il casello di Sasso Marconi dell’Autostrada A1 in direzione sud, deve era stata segnalato il transito di un ciclomotore. I Poliziotti hanno intercettato il mezzo al km 3 dell’A1 Direttissima e, dopo averlo fermato in corsia di emergenza, lo hanno scortato in sicurezza fuori fino alla prima uscita utile, quella di Badia. L’uomo, un 43enne straniero, ha detto agli operatori di essere entrato in Autostrada al casello di Sasso Marconi, aggirando la sbarra della barriera autostradale, senza ritirare il biglietto e di essere diretto alla città di Bari. Gli Agenti, dopo avergli spiegato che è vietato percorrere l’autostrada con un ciclomotore (per motivi di sicurezza e velocità), gli hanno contestato violazioni al Codice della Strada per quasi 1.000 euro. 

Falsi percettori economici

 GdiF BOLOGNA: DENUNCIATI FALSI PERCETTORI DI SOSTEGNI ECONOMICI PER LE FAMIGLIE. RICHIESTO SEQUESTRO PREVENTIVO PER 70 MILA EURO. I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Bologna hanno concluso un'importante attività mirata al contrasto dell'indebita percezione di risorse pubbliche nel quartiere Navile. I finanzieri hanno passato al setaccio le posizioni economiche e patrimoniali di circa 500 nuclei familiari residenti nei complessi di edilizia popolare della zona. L'indagine, condotta dai finanzieri del I Gruppo di Bologna, ha preso il via da un controllo fiscale condotto nei confronti di una chiromante abusiva. Gli accertamenti hanno rivelato che il nucleo familiare della donna aveva percepito indebitamente, nel corso degli anni, sia il Reddito di Cittadinanza sia l’Assegno di Inclusione. Questo primo filone investigativo ha spinto le Fiamme Gialle felsinee a estendere i controlli ad ulteriori nuclei familiari, portando alla luce un sistema diffuso di false dichiarazioni. Gli approfondimenti investigativi hanno fatto emergere gravi anomalie e la completa falsità delle istanze presentate per ottenere i sussidi. I richiedenti erano privi dei requisiti previsti dalla legge in materia familiare, patrimoniale, economica, di cittadinanza o giudiziaria. Tra i casi più eclatanti di soggetti "fittiziamente indigenti" figurano: • Proprietari di immobili concessi in locazione • Intestatari di veicoli acquistati all'estero • Lavoratori "in nero" • Soggetti che hanno inserito falsamente un disabile nel proprio nucleo familiare, omettendo altri redditi tracciabili pur di rientrare nei parametri di legge. Il bilancio complessivo dell'operazione si è chiuso con la denuncia all'Autorità Giudiziaria di 9 persone, di età compresa tra i 40 e i 70 anni. Nei loro confronti è stato richiesto un sequestro preventivo per un valore di oltre 70.000 euro, con la contestuale e immediata sospensione dei sussidi economici.

martedì 28 luglio 2026

Porto abusivo di armi

 


Bologna – Operazione congiunta della Polizia di Stato: quattro persone deferite in stato di libertà per porto abusivo di armi, ricettazione e concorso in reato, con il sequestro di un ingente quantitativo di refurtiva, arnesi da scasso e armi improprie.

Nei giorni scorsi, nell'ambito dei servizi straordinari di controllo del territorio disposti per la prevenzione e la repressione dei reati, la Polizia di Stato di Bologna ha deferito in stato di libertà quattro soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di porto di armi od oggetti atti ad offendere, ricettazione, concorso in reato, falsa attestazione a Pubblico Ufficiale e possesso ingiustificato di oggetti di illecita provenienza.

Nello specifico, un equipaggio del Reparto Prevenzione Crimine, a disposizione del Commissariato Bolognina-Pontevecchio, è intervenuto nei pressi di Via Fioravanti dopo aver notato un'autovettura in sosta irregolare con a bordo due donne, di cui una cittadina bosniaca classe 2003 e una cittadina italiana classe 2009. Nello stesso istante, due giovani, di cui un cittadino italiano classe 2007 e un cittadino bosniaco classe 2009, sono usciti dall'attività commerciale di fronte e, alla vista della Volante, si sono diretti dalla parte opposta del veicolo, entrando nell'esercizio commerciale adiacente. Sono stati poco dopo fermati e identificati.

L'atteggiamento agitato e ostile dei quattro soggetti ha indotto gli Agenti a procedere a un controllo del veicolo. Lo stesso ha permesso di rinvenire all'interno dell'abitacolo diversi oggetti atti ad offendere, arnesi atti allo scasso, numerosi monili in oro, bigiotteria, un orologio, 28 tessere prepagate Apple per un valore complessivo di 1.520 euro, una scatola portagioielli contenente una collana e un bracciale in coralli rossi, un ferma spilla dorato e preziosi con brillanti, oltre a 580 euro in contanti, di cui i soggetti non hanno saputo giustificare la provenienza.

La casualità e l’arguzia di un Operatore dell’Ufficio denunce hanno permesso di poter individuare parte di quegli oggetti come quelli appartenenti ad una vittima di furto in appartamento risalente al giorno precedente ed identificare come autore uno dei soggetti accompagnati. Infatti, la vittima, una cittadina italiana, mentre gli Agenti del Reparto Prevenzione Crimine rientravano in questura con i soggetti anzidetti, stava sporgendo denuncia per il furto in appartamento subito il giorno prima. In particolare, la stessa ha riferito che dopo essere stata notata all'interno di un bar in via Ferrarese da due giovani stranieri, era stata seguita fino alla propria abitazione; una volta entrata, si era accorta dell'ammanco di svariate tessere Apple, di una borsetta contenente documenti, carte di credito, una banconota da 50 euro e di una scatolina portagioielli con pietre di ametista, un ciondolo in oro con brillante, oltre a un bracciale e una collana in corallo rosso, dei quali forniva le descrizioni.

L’Operatore dell’ufficio denunce ha notato che uno dei soggetti accompagnati dai colleghi del Reparto ed i beni trovati in loro possesso erano corrispondenti con quelli descritti dalla vittima, glieli ha mostrati e la stessa ha riconosciuto sia gli oggetti asportati — prontamente restituiti — sia uno degli autori. Tutti i soggetti coinvolti sono stati deferiti all'Autorità Giudiziaria ordinaria e minorile. Si segnala inoltre che i quattro ragazzi risultano avere precedenti in materia di reati contro il patrimonio e contro la persona.

Infine, per quanto riguarda i due minori coinvolti, è stato attivato il Pronto Intervento Sociale (Pr.I.S.) e i giovani sono stati affidati a un'assistente sociale della comunità di riferimento, essendo emerso per uno di essi un allontanamento volontario da una struttura protetta.