sabato 19 settembre 2026

Controlli per droga

 


Bologna - Raffica di controlli e sequestri di droga in zona stazione, via Amendola e Piazza XX Settembre: bilancio e operazioni della Polizia di Stato.

Nel corso dell’ultima settimana, la Polizia di Stato di Bologna ha ulteriormente intensificato i servizi straordinari di controllo del territorio, attraverso mirate operazioni nelle aree cittadine maggiormente interessate da fenomeni di criminalità diffusa, spaccio di sostanze stupefacenti e degrado urbano, per garantire ai cittadini più sicurezza.

I servizi, predisposti nell’ambito del Comitato Provinciale dell’Ordine e Sicurezza Pubblica ed attuati in chiave tecnico-operativa con Ordinanza del Questore, hanno interessato in particolare le aree cittadine più sensibili - Piazza XX Settembre, via Amendola, la zona della stazione ferroviaria, Parco della Montagnola e i giardini Fava -, inserendosi in una più ampia attività di prevenzione volta ad aumentare la percezione di sicurezza nei cittadini.

I suddetti servizi, oltre agli operatori della Questura di Bologna, hanno coinvolto anche operatori del Reparto Prevenzione Crimine "Emilia-Romagna Orientale" di Bologna, la Polizia Scientifica, unità di cinofili nonché personale di altre forze dell’ordine, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale. La sinergia di tutte le forze impiegate ha permesso il conseguimento importanti risultati operativi.

Nel dettaglio, gli operatori di Polizia hanno identificato in totale 177 persone, di cui 71 con precedenti di polizia. Cinque soggetti sono stati accompagnati in Questura e lasciati a disposizione dell’Ufficio Immigrazione per accertamenti relativi alla loro identità e regolarità sul territorio nazionale. Quattro, invece, i soggetti che sono stati sanzionati amministrativamente ai sensi dell’articolo 75 del D.P.R. n. 309/1990 poiché trovati in possesso di modeste quantità di stupefacente di tipo hashish e cocaina, sequestrata nell’immediato.

Inoltre, in Piazza XX Settembre e sotto la Scalinata del Pincio, sono stati rinvenuti e successivamente sequestrati a carico di ignoti complessivi 97 grammi di sostanza stupefacente di tipo hashish. 

Nel corso dell’attività nelle zone a vigilanza rafforzata della Stazione ferroviaria e di Piazza XX Settembre sono state emesse 5 misure di prevenzione, quattro Dacur e un Foglio di via obbligatorio. Notificati, inoltre, due avvisi orali, l’uno emesso dal Questore di Bologna, l’altro dal Questore di Ravenna.

A completamento di questo quadro, negli ultimi 10 giorni, la Squadra Mobile della Questura di Bologna ha proceduto a due arresti in flagranza, due denunce in stato di libertà e all’esecuzione di tre provvedimenti di Custodia Cautelare in carcere, emessi dall’Autorità Giudiziaria nei confronti di altrettanti soggetti, nell’ambito dell’attività di contrasto allo spaccio di sostanze stupefacenti, condotta attraverso servizi di osservazione nelle principali aree interessate dal fenomeno.

Il 7 settembre, gli operatori della Squadra Mobile hanno tratto in arresto un cittadino marocchino di 27 anni, sorpreso mentre cedeva una dose di cocaina ad un acquirente in zona Pescarola. Dopo la cessione, il soggetto, alla vista dei poliziotti, tentava una precipitosa fuga attraverso alcune aree condominiali e cortili, venendo infine raggiunto e bloccato. Nel corso dell'intervento venivano sequestrati denaro contante in banconote di piccolo taglio e la dose di cocaina appena ceduta, risultata del peso lordo di 0,71 grammi.

Ancora, il 10 settembre, nella zona di via Maserati, un cittadino marocchino di 19 anni veniva invece denunciato in stato di libertà dopo essere stato osservato mentre effettuava diverse cessioni di sostanza stupefacente. Uno degli acquirenti, fermato immediatamente dopo l'acquisto, consegnava ai poliziotti due dosi di cocaina, del peso complessivo di 1,60 grammi lordi. Il giovane veniva trovato inoltre in possesso di 480 euro in banconote di piccolo taglio. Lo stesso soggetto veniva nuovamente individuato dagli investigatori il 17 settembre, nella medesima zona, mentre cedeva una dose di cocaina ad un acquirente. Gli operatori procedevano quindi al suo arresto. L'attività consentiva inoltre di recuperare un involucro contenente 14 ulteriori dosi di cocaina, per 10,60 grammi lordi, oltre alla dose appena ceduta e a 240 euro in contanti. Il giovane veniva pertanto tratto in arresto e posto a disposizione dell'Autorità Giudiziaria. All'esito dell'udienza di convalida, nei suoi confronti veniva applicata la misura cautelare del Divieto di dimora nella Città metropolitana di Bologna.

Sempre nell'ambito dei servizi finalizzati al contrasto dello spaccio, il 15 settembre, nelle aree di piazza XX Settembre, delle scale del Pincio e dell'autostazione, i poliziotti della Mobile procedevano al controllo di un cittadino tunisino di 23 anni, dopo averlo osservato mentre effettuava due cessioni di hashish a due distinti acquirenti. Le dosi, successivamente sottoposte a narcotest, risultavano essere hashish per un peso complessivo di 6,44 grammi lordi. Il soggetto veniva denunciato in stato di libertà.

Parallelamente, l'attività investigativa ha consentito di dare esecuzione a tre distinti provvedimenti di Custodia Cautelare in carcere.

Il 9 settembre veniva rintracciato e condotto in carcere un cittadino tunisino di 19 anni, destinatario di un'ordinanza con la quale il Tribunale di Bologna aveva disposto l'aggravamento della precedente misura del Divieto di dimora nella Città metropolitana di Bologna. Il provvedimento traeva origine dalle reiterate violazioni della misura cautelare già imposta all'indagato, che era stato più volte individuato nel territorio bolognese nonostante il divieto.

L'11 settembre gli investigatori procedevano inoltre all'esecuzione di un'ordinanza di Custodia Cautelare in carcere nei confronti di un cittadino tunisino, ritenuto gravemente indiziato della commissione di sei episodi di furto con strappo e rapina, commessi a Bologna tra il 19 luglio e il 16 agosto ai danni di altrettante vittime. Le indagini, sviluppate anche attraverso l'analisi dei sistemi di videosorveglianza e le attività di riconoscimento fotografico, avevano consentito di ricondurre al medesimo soggetto una serie di episodi caratterizzati da modalità operative analoghe e da una progressiva intensificazione della violenza utilizzata nei confronti delle vittime.

Infine, il 17 settembre, gli operatori della Squadra Mobile rintracciavano in via Petroni un cittadino tunisino di 19 anni, dando esecuzione al provvedimento con il quale il Tribunale di Modena aveva sostituito, in aggravamento, la precedente misura dell'Obbligo di dimora nel comune di Piacenza con quella della Custodia Cautelare in carcere. Il provvedimento era stato adottato a seguito della violazione della misura cautelare e della successiva contestazione di un furto con strappo commesso a Bologna ai danni di una persona anziana.

L'attività svolta testimonia la costante azione della Polizia di Stato nel contrasto ai fenomeni di degrado urbano, spaccio e alla criminalità predatoria, attraverso la presenza sul territorio, i servizi di osservazione e controllo e il successivo sviluppo delle attività investigative.


venerdì 18 settembre 2026

Truffe agli anziani

 


La Polizia Stradale di Bologna sequestra 77 mila euro e gioielli provenienti da truffe in danni di anziani

Quattro cittadini italiani residenti in Campania sono stati denunciati a piede libero in concorso per ricettazione nel corso di due distinti interventi operati dal personale della Polizia di Stato di Bologna. 

 È quanto accaduto nel corso della continua attività di controllo e vigilanza stradale svolta dalla Sottosezione Polizia Stradale di Bologna, quotidianamente impegnata nell’attività di pattugliamento e vigilanza stradale lungo le Autostrade A1, A14 e tangenziali al fine di prevenire comportamenti pericolosi alla guida e sanzionare illeciti al volante o reati comunque commessi da persone in transito.

Nel corso del primo intervento, la pattuglia in servizio di vigilanza sulla A1 ha notato che il conducente ed il passeggero a bordo di un suv non indossavano le cinture di sicurezza: pertanto sono stati fermati all’interno dell’area di servizio Cantagallo Ovest per le verifiche del caso.

Al controllo documentale per la contestazione delle violazioni al Cds i due soggetti, di anni 62 e 29 originari della provincia di Napoli, apparivano poco collaborativi e inspiegabilmente alterati, pertanto gli Operatori hanno proceduto ad un più approfondito controllo dal quale è emerso che all’interno di una borsa riposta dietro ad un sedile era presente una ingente quantità di denaro contante. Non ricevendo spiegazioni plausibili in merito al possesso del denaro, i due sono stati accompagnati presso la Sottosezione dove una ulteriore verifica del veicolo ha consentito di rinvenire altre banconote e gioielli occultati sempre all’interno dell’auto.

Complessivamente sono stati recuperati 77.000 euro, due anelli ed una collana, che risultavano asportati con la tecnica del “falso carabiniere” ad una anziana residente nella provincia di Treviso, cui il maltolto è in via di restituzione.

Il secondo intervento, in autostrada A1, ha visto protagonista un’altra pattuglia. Anche in questo caso l’attenzione degli Agenti è stata attratta da una autovettura i cui occupanti non indossavano le cinture di sicurezza.

Il transito del veicolo veniva notato nei pressi del casello di Sasso Marconi, ma per le condizioni del traffico è stato fermato in sicurezza al casello autostradale di Badia. 

Nel corso del controllo documentale emergevano precedenti di Polizia di rilievo ed i soggetti, un 58enne ed un 37enne entrambi originari della provincia di Salerno, non fornivano spiegazioni plausibili sul motivo del loro viaggio: i poliziotti, quindi li hanno condotti in ufficio per procedere ad approfondite verifiche.

Presso la Sottosezione l’autovettura è stata controllata e nel vano della ruota di scorta sono stati rinvenuti alcuni sacchetti di cellophane contenenti monili ed orologi per i quali non fornivano giustificazioni in ordine al possesso e, quindi, venivano sottoposti a sequestro.

Grazie all’incrocio delle informazioni nelle banche dati è stato possibile accertare che i soggetti fermati avevano gravitato nella provincia di Modena, precisamente nei territori dei comuni di Modena, Formigine, Maranello e Sassuolo.

Allo stato sono in corso indagini per identificare le vittime dei furti o truffe, dei complessivamente 75 pezzi, sequestrati, fotografati e catalogati per porli in visione a tutti coloro che potrebbero aver subito furti o raggiri negli ultimi giorni.

Per entrambi gli episodi, quattro soggetti di origine campana sono stati denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Bologna. 


giovedì 17 settembre 2026

Arrestati 17 membri di una organizzazione

 Bologna – VASTA OPERAZIONE DELLA LA POLIZIA DI STATO. ARRESTATI 17 MEMBRI DI UNA ORGANIZZAZIONE CRIMINALE TRANSNAZIONALE. DEDITA ALLA DIFFUSIONE ONLINE DI MATERIALE PEDOPORNOGRAFICO. OPERAZIONE “FLY TRAP”

Una complessa attività investigativa avviata nel 2024 nell’ambito dell’operazione “FLY TRAP” della Polizia di Stato, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma e condotta dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (C.N.C.P.O.) del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, ha portato all’esecuzione di 6 misure cautelari, di un fermo di indiziato di delitto e all’arresto di 10 persone in flagranza di reato per la detenzione di un’ingente quantità di materiale pedopornografico, a seguito delle 23 perquisizioni locali, personali ed informatiche disposte dalla Procura della Repubblica nei confronti dei soggetti indagati, sia in qualità di amministratori che di semplici membri, dell’associazione per delinquere finalizzata alla detenzione, commercio, divulgazione e pubblicizzazione di ingenti quantitativi di materiale pedopornografico oggetto della presente indagine.

Le investigazioni sono state avviate dal C.N.C.P.O nel 2024 a seguito delle informazioni condivise, nell’ambito della cooperazione internazionale, dall’Agenzia statunitense Homeland Security Investigations (HSI) relative alla presenza su Telegram di un gruppo privato denominato ‘New Saga’, dedito alla diffusione di materiale pedopornografico. Le attività investigative effettuate e l’analisi delle transazioni in criptovaluta utilizzate per accedere alla comunità, consentivano di identificare uno degli amministratori, un ventiquattrenne campano, poi sottoposto a perquisizione personale, locale ed informatica nel mese di maggio 2024 e di avviare, una complessa attività espletata in modalità sotto copertura.

Grazie all’attività investigativa, protrattasi incessantemente dal 2024 al 2025 con la collaborazione dell’Agenzia statunitense HSI e in raccordo con la competente A.G., personale specializzato del C.N.C.P.O riusciva a creare nel tempo un rapporto fiduciario con gli amministratori fino ad ottenere un accredito da ‘co-amministratore’ all’interno dei diversi gruppi di pedopornografia, spesso creati in diverse versioni, dopo la chiusura, con nomi fantasiosi per assicurarne l’anonimato e la riconoscibilità dai soli partecipanti (New Saga-La Zanzara 2, con le versioni 3 e 4 - renew).

Per scongiurare il pericolo di monitoraggio da parte delle FF.OO. venivano utilizzati dagli amministratori ‘canali privati esclusivi’ per lo scambio informativo ed organizzativo, uno di questi nominato ‘La Sala dei Re’, a sottolinearne il contesto di potere nel quale gli amministratori dei gruppi Telegram ritenevano di operare.

Le investigazioni hanno documentato in maniera dettagliata l’esistenza di un’articolata organizzazione composta da diversi amministratori con compiti di gestione e promozione dei diversi gruppi creati per la diffusione del materiale pedopornografico, di predisposizione dei servizi connessi per assicurare l’anonimato e per criptarne il contenuto, tra questi quelli di cloud e di server virtuali, di moderazione dei contenuti, di creazione di bot, programmi automatizzati capaci di gestire i numerosi utenti, per garantire la continuità della comunità anche in caso di chiusura dei gruppi o perdita degli account.

L’attività operativa consentiva di accertare la creazione di una comunità online privata, strutturata e organizzata, con rigorose regole, composta da oltre 1.009 partecipanti, accessibile mediante pubblicazione di un link dedicato per raccogliere più utenti, la cui permanenza era consentita previo pagamento in criptovaluta di modiche somme di denaro (definite donazioni) o condivisione di materiale nuovo di pedopornografia.

I membri ricevevano supporto diretto e costante dagli organizzatori anche con la condivisione di risorse informatiche necessarie per assicurare l’anonimato e custodire il materiale illecito diffuso, anche in forma criptata, per evitarne la perdita.

Le metodologie adottate dagli amministratori avevano prodotto un accrescimento del volume dei database di materiale di pedopornografia disponibile. Solo nel corso dell’attività sotto copertura gli investigatori hanno acquisito circa 282,9 gigabyte di materiale illecito, con oltre 22 mila video e 34 mila immagini.

Le indagini, mediante l’utilizzo di elevate ed innovative tecniche di de-anonimizzazione, hanno permesso di identificare i soggetti coinvolti ed acquisire elementi indiziari a fondamento della richiesta della Procura di Roma delle 6 Ordinanze di Custodia Cautelare in carcere emesse dal GIP di Roma, di cui una sostituita con quella degli arresti domiciliari per lo stato di salute dell’indagato, eseguite il giorno 15 u.s., nei confronti di 3 amministratori italiani, residenti nella provincia di Napoli, Barletta e Verona e di un cittadino svizzero, come organizzatori/promotori e nei confronti di 2 soggetti, residenti nella provincia di Messina e di Genova, come partecipi, per aver condiviso e detenuto in un archivio informatico una ingente quantità di materiale pedopornografico.

I 22 utenti italiani, di cui 10 attivi anche nella condivisione di materiale, sono stati destinatari di provvedimenti di perquisizione locale, personale ed informatica. Le operazioni, nella medesima giornata, si sono concluse con l’arresto in flagranza di reato di 10 soggetti perché trovati in possesso di una ingente quantità di materiale pedopornografico, video ed immagini di minori anche in tenera età, materiale illecito abilmente occultato, di difficile accesso, protetto in cartelle anche crittografate per impedirne il ritrovamento, ancora in corso di quantificazione. Tra gli arresti in flagranza figurano 6 soggetti residenti nelle Province di Torino Milano e Padova, uno rispettivamente della Provincia di Fermo, Cagliari, Palermo, e Treviso, di cui pochi con precedenti specifici ed altri insospettabili autori.

L’esecuzione dei provvedimenti ha visto la partecipazione di oltre 100 operatori specializzati della Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica dei Centri Operativi e delle dipendenti Sezioni Operative di Ancona, Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino, Trento e Venezia con la collaborazione di personale dei Gabinetti Interregionali di Polizia Scientifica territorialmente competenti, nonché la presenza, come osservatori, di operatori dell’HSI, presso obiettivi ritenuti di particolare interesse operativo.

Cospicuo il materiale informatico sequestrato con circa 200 dispositivi (smartphone, tablet, pc, hard disk) e il materiale illecito di pedopornografia sottratto ai mercati e alle piattaforme di scambio a livello internazionale. La cooperazione giudiziaria avviata per l’esecuzione della misura custodiale e della perquisizione locale, personale ed informatica, eseguita nei confronti del cittadino svizzero dalla Polizia cantonale, con la partecipazione di due operatori del C.N.C.P.O e con la collaborazione di personale del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia, ha consentito di acquisire ulteriori elementi investigativi per l’identificazione di un ulteriore amministratore, il cui profilo era già emerso per la sua partecipazione attiva, segnalata anche nella documentazione probatoria a fondamento della misura custodiale. Nella notte del 16 u.s, il predetto, un ventiseienne incensurato, individuato nella Provincia di Cremona, a termine della perquisizione eseguita da personale della Polizia Cibernetica della Lombardia, è stato sottoposto a fermo di indiziato di delitto con un provvedimento dell’autorità giudiziaria capitolina, emesso in tempi rapidissimi.

Nel corso delle attività di indagine sono state inoltre individuate 996 utenze riconducibili a Paesi esteri le cui risultanze investigative sono state condivise dal C.N.C.P.O alle competenti autorità, attraverso i canali di cooperazione internazionale, con il supporto info-operativo di Europol e la collaborazione di Interpol, per l’attivazione delle procedure di identificazione delle vittime e della loro messa in sicurezza secondo le procedure di cooperazione. Diversi Paesi hanno attivato i canali della cooperazione internazionale con il C.N.C.P.O per lo scambio informativo, eseguendo arresti di soggetti identificati sul gruppo ‘New Saga’, allo stato attuale non più attivo. 

La responsabilità penale degli indagati delle persone tratte in arresto e la fondatezza delle ipotesi d’accusa dovranno essere vagliate dall’Autorità giudiziaria e tutte le persone coinvolte devono considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva


mercoledì 16 settembre 2026

Sospesa discoteca

 


Bologna – Il Questore sospende per cinque giorni l’attività di intrattenimento danzante di una discoteca

Nella giornata del 15 settembre il Questore di Bologna ha disposto la sospensione per cinque giorni delle autorizzazioni relative all’intrattenimento danzante di un pubblico esercizio situato a Bologna, ai sensi dell'art. 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza.

Il provvedimento è stato adottato a seguito di alcuni interventi effettuati dal personale della Polizia di Stato presso il locale, in particolare nella notte del 6 settembre 2026, quando gli Operatori dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico sono intervenuti a seguito della segnalazione di una rissa verificatasi all'interno dell'esercizio.

Un precedente intervento era stato effettuato nella notte del 9 agosto 2026, a seguito di segnalazioni relative a diverbi e situazioni di particolare concitazione all'interno del locale. All'arrivo degli Operatori, le liti erano state sedate con difficoltà dagli addetti al servizio di controllo presenti per l'evento. In tale circostanza era stata inoltre riscontrata la presenza di una persona riversa a terra e in stato confusionale, successivamente soccorsa dal personale sanitario del 118.

In relazione alle criticità riscontrate, il titolare era stato già diffidato in data 21 agosto 2026 a rivalutare e implementare i servizi di sicurezza, anche con riferimento alla programmazione delle serate e alla tipologia di avventori frequentanti il locale.

Nonostante la diffida, nel successivo controllo sono state nuovamente riscontrate criticità connesse alla gestione della sicurezza, in particolare per quanto riguarda l'adeguatezza del personale addetto ai servizi di controllo, ritenuta non sufficiente a garantire un efficace presidio e un tempestivo intervento in presenza di situazioni potenzialmente pericolose per l'ordine e la sicurezza pubblica. 

Le circostanze accertate hanno evidenziato carenze nella gestione del locale e nei servizi predisposti a tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica, motivo per cui il Questore ha ritenuto sussistenti i presupposti per l’applicazione dell'art. 100 T.U.L.P.S., finalizzato a prevenire il ripetersi di situazioni suscettibili di costituire un pericolo per la sicurezza dei frequentatori e per l'ordine pubblico.


martedì 15 settembre 2026

Soccorso un ciclista

 


Ieri mattina, 14 settembre 2026, i Carabinieri della Stazione di Dozza sono intervenuti in via della Repubblica a Castel San Pietro Terme (BO) in soccorso di un ciclista, 67enne italiano, ivi residente, ferito durante un incidente stradale con un automobilista che non ha ottemperato all’obbligo di fermarsi per prestare l’assistenza necessaria. Soccorso dai sanitari del 118, il ciclista è stato trasportato al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Imola. Per le informazioni sullo stato di salute dell’anziano ciclista, si rimanda al presidio sanitario.

lunedì 14 settembre 2026

Ladro seriale

 Bologna: Arrestato dalla Polizia di Stato presunto rapinatore seriale.

Venerdì pomeriggio la Polizia di Stato di Bologna, grazie all’intervento degli Agenti della Squadra Mobile, ha tratto in arresto, in esecuzione della misura custodiale in carcere, un cittadino tunisino, classe 2007, irregolare sul territorio nazionale, gravemente indiziato, complessivamente, di sei delitti consumati nel luglio/agosto 2026 in Bologna. 

In particolare, l’arrestato è gravemente indiziato di essere l’autore di una serie di furti con strappo e rapine. Il primo episodio risale al 19 luglio, quando, in via San Vitale, all’angolo con via Broccaindosso, avrebbe strappato dal collo di un uomo classe 1965 una collanina d’oro. Un analogo episodio si sarebbe verificato il 27 luglio in Piazza San Martino, ai danni di un uomo classe 1946, al quale sarebbe stata sottratta, sempre mediante strappo, una collanina d’oro. Il giorno successivo, 28 luglio, in via Guerrazzi, l’arrestato avrebbe commesso un ulteriore furto con strappo di una collanina d’oro indossata da un uomo classe 1958.

Il 31 luglio, in via San Vitale, all’angolo con via San Leonardo, avrebbe invece rapinato della collanina d’oro un uomo classe 1966, colpendolo nella circostanza con un pugno al volto. Un altro episodio risale al 13 agosto, in via Borgonuovo, dove avrebbe rapinato della collanina d’oro un giovane classe 1997. In tale occasione, la vittima avrebbe tentato di inseguire l’autore, che l’avrebbe tuttavia minacciata portando una mano alla tasca e lasciando chiaramente intendere di essere armato e disposto a fare uso dell’arma. Infine, il 16 agosto, in via San Vitale, l’arrestato avrebbe rapinato della catenina un giovane classe 2000, agendo mediante minaccia di morte.

Sulla scorta degli indizi, ritenuti gravi dal GIP, raccolti dalla Squadra Mobile l’Autorità Giudiziaria emetteva la massima misura custodiale a carico dell’indagato anche in ragione della modalità esecutiva dei reati standardizzata e seriale nonché ravvicinata nel tempo ed improntata ad una pericolosa intensificazione della violenza utilizzata per la consumazione dei delitti. 

L’arrestato, peraltro, era gravato da recenti reati contro il patrimonio essendo stato arrestato in data 20.07.2026 per un tentato furto ed è irregolare sul territorio nazionale tanto da essere stato associato, in ben plurime circostanze, all’interno di C.P.R. per giungere alla sua identificazione, certa, ed alla sua espulsione, effettiva, dal territorio nazionale.

L’arrestato, rintracciato in via Irnerio, espletate le formalità di rito, veniva associato presso la locale casa circondariale a disposizione dell’A.G. 

Si rappresenta che si sta procedendo nei confronti della persona sottoposta ad indagine con presunzione di innocenza per l’indagato.


giovedì 10 settembre 2026

Infortunio

 


Alle ore 09:40 del 9 settembre 2026, i Carabinieri della Stazione Bologna Pilastro sono intervenuti in un negozio adibito alla vendita di prodotti per la cura della persona e l’igiene della casa, situato nel Quartiere San Donato – San Vitale, per un incidente sul lavoro accaduto a una dipendente, 23enne italiana. La persona infortunata è rimasta ferita alla testa da un’asta di ferro posta a protezione di una porta che le è caduta addosso. Soccorsa dai sanitari del 118, la dipendente è stata trasportata al Pronto Soccorso Generale del Policlinico di Sant’Orsola. Per le informazioni sullo stato di salute della 23enne, si rimanda al presidio sanitario. Accertamenti in corso dai parte della Medicina del Lavoro dell’Azienda Unità Sanitaria Locale di Bologna.