Lizzano in Belvedere:16-07-2026 Oggetto_ infortunio escursionista Erano da poco passate le 16,30 dei ieri 16 luglio 2026 quando alcuni ragazzi chiamano il NUE 112 per chiedere aiuto. Erano un gruppetto di giovani escursionisti che partiti dal Santuario Mariano di Madonna dell’Acero, comune di Lizzano in Belvedere, hanno imboccato il sentiero CAI 401 che porta alle cascate del fiume Dardagna. Arrivati all’ultima cascata, quella in alto, quella più vicina al rifugio Cavone uno di loro, un ragazzo di 22 anni residente a Matera è caduto rovinosamente a terra, battendo la testa. La Centrale Operativa 118 attiva il Soccorso Alpino e Speleologico, stazione Corno alle Scale che invia sul posto due squadre, una proveniente da Lizzano e l’altra proveniente da Fanano. Il gruppo di escursionisti, dove si trovava anche l’infortunato è stato individuato dai tecnici territoriali che hanno confermato l’elicottero. Il mezzo aereo giunto sul posto ha sbarcato il personale con il verricello, la zona non è atterrabile. Dopo valutazione da parte del medico Anestesista, il ferito è stato recuperato sempre con il verricello e trasportato all’Ospedale Maggiore in codice di media gravità
il Resto del Dodino
venerdì 17 luglio 2026
giovedì 16 luglio 2026
Confiscati 3 milioni di euro
GdiF BOLOGNA: CONFISCATO PATRIMONIO DI OLTRE 3 MILIONI DI EURO A IMPRENDITRICE CINESE SPECIALIZZATA NEL RICICLARE DENARO DEI NARCOS.
In data odierna i finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Bologna, in esecuzione di un provvedimento di confisca definitiva emesso dal locale Tribunale nei confronti di un’imprenditrice di origine cinese residente a Casalecchio di Reno (BO), hanno definitivamente assicurato al patrimonio dello Stato numerosi beni immobiliari e mobiliari per un valore complessivo di circa 3 milioni di euro e denaro contante per oltre 150 mila euro. In particolare si tratta di 3 società operanti nel settore immobiliare e nella gestione delle sale da gioco, 16 immobili e 3 rapporti bancari. Le indagini hanno dimostrato come l’imprenditrice - condannata a 3 anni e 10 mesi di reclusione per riciclaggio - fosse al centro di un articolato sistema che favoriva il reinvestimento di capitali derivanti dal traffico internazionale di stupefacenti, perpetrato da un’organizzazione malavitosa con base in Emilia Romagna, risultata essere contigua a cosche di ‘ndrangheta reggine e crotonesi. Il provvedimento giunge al termine di mirati approfondimenti economico-patrimoniali eseguiti nell’ambito di complesse indagini di polizia giudiziaria, coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia, condotte per quasi 2 anni dai militari del Nucleo di polizia economico - finanziaria di Bologna.
mercoledì 15 luglio 2026
57 sanzioni
Bologna – Polizia di Stato: “focus” micromobilità: 57 sanzioni e sequestri di monopattini e ciclomotori irregolari
La Polizia di Stato di Bologna, nella settimana appena trascorsa, ha ulteriormente intensificato le verifiche ed i controlli riguardo alla cosiddetta “micromobilità”, ponendo il focus sulla regolarità dei veicoli circolanti nel contesto urbano, nonché sui relativi comportamenti degli utenti alla guida. Le attività operative effettuate dalla Sezione Polizia Stradale di Bologna, hanno consentito di controllare 67 persone e di verificare 46 veicoli a 2 ruote, tra ciclomotori, monopattini e biciclette a pedalata assistita e di elevare 57 sanzioni al Codice della Strada.
Il personale ha contestato 33 infrazioni attinenti a violazioni specifiche del comparto relativo alla “micromobilità”, mentre altre 24 sono state riferite a infrazioni di carattere generico. In particolare, per quanto riguarda i monopattini, gli Agenti della Polizia Stradale hanno proceduto al sequestro di un modello, perché dotato di un motore avente una potenza superiore ai 2 kw ed una velocità massima di 70 km/h.h. Per quanto concerne, invece, i motocicli, gli Operatori di Polizia hanno fermato un cittadino straniero residente in Italia da meno di un anno, con patente in corso di validità senza traduzione o permesso internazionale, un secondo conducente alla guida di un motociclo elettrico avente potenza pari ad 1 kw, ma con velocità massima di 50 km/h , senza immatricolazione, targa e senza copertura assicurativa, il veicolo è stato sottoposto a sequestro ed affidato al conducente.
Ulteriori sanzioni hanno riguardato la mancanza di contrassegno identificativo, l’assenza della copertura assicurativa, la mancata immatricolazione dei veicoli (biciclette elettriche) classificati come ciclomotori, la guida senza patente, l'assenza di targa, la guida senza casco protettivo e la mancata esibizione dei documenti di guida. Alcuni di questi ciclomotori, camuffati da biciclette elettriche, sono stati, quindi, sottoposti a sequestro e 4 guidatori sono stati, inoltre, sanzionati per utilizzo di telefono cellulare.
Le attività portate a termine confermano l’impegno continuo e costante della Polizia Stradale riguardo al monitoraggio della micromobilità elettrica, finalizzato a garantire la sicurezza di tutti gli utenti della strada: da un lato, contrastare la circolazione di mezzi alterati che, superando le prestazioni tecniche previste dalla normativa, rappresentano un concreto pericolo per l'incolumità pubblica; dall’altro, prevenire e reprimere comportamenti imprudenti alla guida da parte di conducenti di mezzi a due ruote.
martedì 14 luglio 2026
Minorenne aggredito
MINORENNE AGGREDITO AL PARCO: IDENTIFICATI DAI CARABINIERI E SEGNALATI ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE PER I MINORENNI DI BOLOGNA I PRESUNTI RESPONSABILI
Provincia di Bologna: I Carabinieri della Stazione di Altedo (BO) hanno segnalato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna, i presunti responsabili di un’aggressione di gruppo, commessa in un parco pubblico ai danni di un minorenne che era riuscito ad allontanarsi e a chiedere aiuto ai genitori. Ferito e dolorante, il ragazzino era stato trasportato in una struttura sanitaria per essere medicato e sottoposto a una vista specialistica a causa delle gravi ferite ricevute durante il pestaggio commesso per futili motivi da un branco di coetanei nell’area pubblica, dove era stato attirato con una scusa. Le indagini avviate dai Carabinieri hanno permesso di risalire ai presunti responsabili: una ventina di minorenni, segnalati a piede libero all’Autorità giudiziaria competente per le seguenti ipotesi di reato commesse a vario titolo: lesione personale aggravata in concorso e violenza privata aggravata in concorso. In considerazione della richiesta avanzata dal Pubblico Ministero che ha coordinato le indagini, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale per i Minorenni dell’Emilia Romagna ha disposto la misura cautelare della permanenza in casa nei confronti di cinque minorenni, ritenuti gli esecutori materiali del pestaggio, mentre nei confronti degli altri coetanei deferiti a piede libero e che avevano assistito alla brutale aggressione, senza fare nulla per impedirla o fermarla, non sono state emesse misure cautelari.
lunedì 13 luglio 2026
Truffe agli anziani
Imola - sventata una truffa ai danni di anziani, la Polizia di Stato di Bologna arresta due uomini. La Polizia di Stato di Bologna ha arrestato due uomini, un cittadino italiano classe 1987 e un cittadino marocchino classe 2002, responsabili del reato di tentata truffa aggravata in concorso ai danni di persone anziane, al termine di un'attività investigativa condotta dal Commissariato di Pubblica Sicurezza di Imola. L'operazione ha avuto origine da una segnalazione che indicava la presenza nel territorio imolese di un'autovettura, proveniente dalla provincia di Torino, in uso a soggetti dediti alle "truffe del finto Carabiniere". Gli Agenti hanno quindi predisposto un mirato servizio di osservazione, individuando il veicolo e monitorandone gli spostamenti. Nel corso del tempestivo pedinamento, i Poliziotti hanno documentato i movimenti dei due, i quali hanno effettuato numerose soste nei pressi di abitazioni di persone anziane, mantenendo continui contatti telefonici. Contestualmente, alla Sala Operativa del Commissariato e al Numero Unico di Emergenza 112 sono giunte diverse segnalazioni di tentativi di truffa con il consolidato stratagemma del "finto Carabiniere" o del "finto Magistrato". Le vittime venivano contattate telefonicamente e indotte a credere che un familiare fosse coinvolto in un grave incidente stradale o in un procedimento penale, convincendole a consegnare denaro e preziosi per evitarne l'arresto o il pagamento di presunte cauzioni. L'intervento degli Operatori ha consentito di bloccare i due sospettati prima che riuscissero a impossessarsi dei beni delle vittime. In una delle abitazioni, gli Agenti hanno trovato un'anziana donna che, seguendo le istruzioni ricevute telefonicamente dai truffatori, aveva già raccolto gioielli e oggetti di valore, disponendoli accanto alla porta d'ingresso in attesa dell'arrivo del sedicente incaricato. In un altro episodio, una donna, insospettita dalla richiesta ricevuta, non ha aperto la porta di casa e ha immediatamente contattato il figlio e le Forze dell'Ordine, consentendo di acquisire ulteriori elementi utili alle indagini. Le successive attività hanno permesso di sottoporre a sequestro i telefoni cellulari in uso ai due uomini. Dall'analisi dei dispositivi sarebbero emersi indirizzi delle potenziali vittime, percorsi di navigazione, contatti e conversazioni riconducibili, all'organizzazione e all'esecuzione delle truffe. L'attività svolta confermerebbe un consolidato modus operandi, caratterizzato da una ripartizione dei ruoli tra chi contatta telefonicamente le vittime e chi, sul territorio, provvede al ritiro di denaro e preziosi, sfruttando lo stato di particolare vulnerabilità e il forte coinvolgimento emotivo delle persone anziane. Al termine degli accertamenti, i due uomini sono stati arrestati in flagranza di reato per tentata truffa aggravata in concorso e, su disposizione della Procura della Repubblica di Bologna, è stata applicata la misura cautelare della custodia cautelare in carcere. La Polizia di Stato di Bologna, rinnova l'invito alla massima prudenza, rivolgendosi in particolare alle persone anziane e ai loro familiari. Negli ultimi tempi sono sempre più frequenti i tentativi di truffa messi in atto da persone che, al telefono, si presentano falsamente come appartenenti alle Forze dell'Ordine, a uffici giudiziari, ospedali o ad altre istituzioni. Con il pretesto di un grave incidente, di un'emergenza che coinvolgerebbe un familiare o di presunti problemi giudiziari, i truffatori cercano di convincere la vittima a consegnare denaro, gioielli o altri oggetti di valore a un incaricato che si presenterà successivamente presso l'abitazione. È importante ricordare che nessuna Forza dell'Ordine o istituzione pubblica richiede denaro o beni di valore per risolvere situazioni di questo genere. Di fronte a richieste di questo tipo è fondamentale mantenere la calma, non lasciarsi prendere dal panico e non fornire informazioni personali, bancarie o relative ai propri beni. Se si riceve una telefonata sospetta, è necessario interrompere immediatamente la conversazione, verificare direttamente con i propri familiari quanto riferito e contattare senza esitazione il Numero Unico di Emergenza 112. Anche i familiari svolgono un ruolo fondamentale nella prevenzione: parlare di queste truffe con i propri cari, soprattutto con le persone più anziane, aiuta a riconoscere i tentativi di raggiro e a evitarne le conseguenze. La prevenzione, l'informazione e la tempestiva segnalazione alle Forze dell'Ordine rappresentano gli strumenti più efficaci per contrastare questo fenomeno e proteggere i cittadini.
sabato 11 luglio 2026
Troppo aceto nell'insalata
“TROPPO ACETO NELL’INSALATA” ALLA GUIDA DEL FURGONE CON TASSO ALCOLEMICO TRE VOLTE SUPERIORE AL CONSENTITO: DENUNCIATO DALLA POLIZIA DI STATO DI BOLOGNA. La Polizia di Stato di Bologna ha denunciato per guida in stato di ebrezza un 57enne sorpreso alla guida con un tasso alcolemico ben oltre il limite consentito. E’successo durante la consueta attività di vigilanza stradale lungo la S.S. 9 Via Emilia quando una pattuglia del Distaccamento di Polizia Stradale di Imola, all’altezza di Castel San Pietro Terme (BO), ha intimato l’alt al conducente di un furgone perché non faceva uso delle cinture di sicurezza. Non appena il conducente ha abbassato il finestrino, gli Agenti hanno subito avvertito un forte odore di alcol. Alla richiesta di cosa trasportasse, l’autista rispondeva che aveva a bordo alcune bevande, compresi degli alcolici. In un primo momento, gli Operatori hanno anche pensato che si fosse rotto qualche contenitore, ma ben presto è stato chiaro che, invece, era proprio il 57enne ad emanare quell’odore. Alla prova con il precursore, l’esito, infatti, è stato positivo e, una volta effettuate le prove con l’etilometro, le stesse hanno dato un risultato di 1,73 g/l, oltre il triplo del valore-limite consentito di 0,5 g/l. L’autista, non capacitandosi di quanto rilevato, ha anche affermato: “Avrò esagerato con l’aceto nell’insalata!”. I Poliziotti ovviamente non ci sono cascati e per l’uomo sono scattate la denuncia per guida in stato di ebrezza ed il ritiro della patente mentre il veicolo è stato affidato ad un collega giunto sul posto.
venerdì 10 luglio 2026
Arrestati per possesso di droga
I CARABINIERI DEL NUCLEO INVESTIGATIVO DI BOLOGNA ARRESTANO PER POSSESSO DI STUPEFACENTE DUE PERSONE, UNO ERA ANCHE RICERCATO PER UN ORDINE DI CARCERAZIONE.
Bologna: I Carabinieri del Nucleo Investigativo di Bologna hanno arrestato un 57enne albanese e un 42enne italiano per detenzione di sostanze stupefacenti. Mentre stavano effettuando dei servizi di controllo del territorio in Valsamoggia (BO) l’attenzione dei militari è stata attirata da una vettura, con due persone a bordo, che procedeva ad alta velocità in quelle vie. Nel corso del successivo controllo, in cui i due controllati, un 57enne albanese (conducente) e 42enne italiano (passeggero), entrambi gravati da precedenti di polizia, si mostravano particolarmente agitati, i Carabinieri hanno sentito un forte odore simile a quello rilasciato dalle sostanze stupefacenti provenire dal bagagliaio. La perquisizione del veicolo ha consentito di trovare 4,4 kg di marijuana nascosti nel vano posteriore. Nei confronti dell’autista, i Carabinieri hanno scoperto che era anche ricercato da un anno dall’Ufficio Esecuzioni Penali della Procura Generale della Repubblica presso la Corte D’Appello di Bologna, dovendo espiare 8 mesi di reclusione per un reato di evasione commesso nel 2020 a Ravenna. Su disposizione del Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Bologna, i presunti responsabili sono stati tradotti presso la Casa circondariale – Rocco D’Amato di Bologna a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Ulteriori accertamenti in corso da parte dei Carabinieri per scoprire la provenienza della sostanza stupefacente rinvenuta.




