venerdì 5 agosto 2022

Chiusura bar

CHIUSO SU DISPOSIZIONE DEL QUESTORE UN BAR DI BOLOGNA
Bologna, 5 agosto 2022: Disposta dal Questore di Bologna, Dott.ssa Isabella Fusiello ed eseguita dalla Squadra Investigativa della Divisione Polizia Amministrativa e Sociale e dai Carabinieri della Stazione Bologna Corticella, la sospensione delle autorizzazioni di un bar di Bologna, ubicato in via Vittorio Bottego.
Il provvedimento trae origine dal controllo che i Carabinieri hanno fatto, unitamente al Nucleo Cinofili della Polizia Municipale, il 29 luglio scorso all’interno del bar ove alcuni cittadini avevano segnalato la presenza di persone sospette, secondo loro dedite allo spaccio di sostanze stupefacenti. I Carabinieri hanno proceduto all’identificazione di otto clienti, di cui sette con precedenti di polizia (quattro stranieri e tre italiani) e recuperato 50 grammi di hashish, una bilancia di precisione e altro materiale per il confezionamento della sostanza stupefacente nascosto nell’esercizio.
Immediata la risposta della Questura di Bologna che ha subito disposto la sospensione delle autorizzazioni relative al pubblico esercizio per la durata di 15 giorni.
 

giovedì 4 agosto 2022

OPERAZIONE “MARKETPLACE”

GDF BOLOGNA: OPERAZIONE “MARKETPLACE”. CONCLUSA VERIFICA FISCALE NEI CONFRONTI DI UN BIG DELL’E-COMMERCE

Sotto la direzione della Procura della Repubblica di Bologna, si sono concluse con l’adesione all’accertamento da parte del contribuente le indagini, condotte dai militari del Nucleo di polizia economico-finanziaria del Comando Provinciale di Bologna, che hanno fatto emergere l’esistenza e l’operatività in Italia della stabile organizzazione occulta di una società britannica appartenente a un noto gruppo multinazionale operante nel settore dell’e-commerce del lusso.
Le investigazioni hanno preso le mosse dallo sviluppo di una complessa e articolata analisi di rischio condotta, in stretta sinergia con la Direzione Regionale Emilia Romagna dell’Agenzia delle Entrate, sui principali modelli di business dell’e-commerce.
È stato apprezzato, secondo la prospettazione investigativa, il radicamento “di fatto” della società in Italia sin dal 2011.
Il Gruppo multinazionale, operante in tutto il mondo quale marketplace virtuale e provider di servizi per negozi fisici attivi nel settore della vendita di abbigliamento e accessori di lusso (boutique), è stato uno dei primi a muoversi nel settore del commercio on line dell’abbigliamento firmato di alta moda (luxury fashion), rivoluzionando il mondo del retail attraverso la vincente strategia dell’integrazione tra canali, tanto da raggiungere clienti in oltre 190 paesi nel mondo.
La visione imprenditoriale del fondatore del brand e l’efficiente architettura organizzativa - dispiegata sul territorio italiano attraverso agenti qualificati e operativi in modalità home office - hanno determinato la repentina espansione nel mercato domestico del marketplace che, oggi, conta solo in Italia un portafoglio di oltre 200 partner affiliati di altissimo profilo, tutti dislocati nelle più rinomate vie dello shopping e strutturati in maniera tale da comporre una sorta di rete virtuale di magazzini, da identificarsi nelle singole boutique.
In particolare, la società estera, senza mai formalizzare la propria presenza in Italia, assumere formalmente personale dipendente e avviare uffici e/o negozi, ha operato, in maniera assolutamente occulta, sfruttando le boutique affiliate che, assumendosi ogni rischio, hanno messo a disposizione spazi fisici per lo stoccaggio di merce da vendere “indirettamente” sulla piattaforma.
Gli approfondimenti sono stati condotti con l’ausilio delle banche dati in uso al Corpo e di innovativi software di backup forense e di ricerca e analisi investigativa dei contenuti dei supporti informatici rinvenuti a seguito di perquisizioni domiciliari e locali eseguite con il supporto di personale tecnico qualificato Computer Forensics Data Analysis. In particolare, sono stati passati al setaccio oltre 400 Gigabyte di dati, tra cui 21 mila mail, 20 mila conversazioni via chat, 800 mila immagini, 22 mila file di testo e metadati attraverso i quali è stato possibile, tra l’altro, procedere alla georeferenziazione dei soggetti e ricostruire le relazioni tra gli stessi. A titolo esemplificativo, documentando data e luogo di accesso ai vari account (social, account mail) in uso ai dipendenti, nonché alle reti wi-fi, sono stati ricostruiti, con precisione, gli spostamenti e individuati con esattezza i luoghi di lavoro abituale.

Le indagini si sono inoltre avvalse degli ormai consolidati canali di cooperazione internazionale. Grazie agli strumenti investigativi messi in campo, è stato possibile accertare che un team composto da agenti italiani (dipendenti della società inglese) aveva svolto attività determinanti (core activities) per la gestione delle relazioni economico-commerciali, la negoziazione, la trattativa e la stipula di contratti con centinaia di boutique nazionali.
A fronte dei servizi di gestione delle vendite on line dei prodotti presenti nei negozi fisici, il marketplace (assimilabile a una vera e propria vetrina virtuale) ha incassato ingenti provvigioni dai partner italiani calcolate, in media, sul 30% del venduto.
La società, nel riconoscere l'impianto complessivo delle contestazioni e, comunque, in un clima di massima collaborazione, ha già versato all’Erario, in un’unica soluzione, circa 12 milioni di euro per definire ogni pendenza con il Fisco relativamente agli anni dal 2015 al 2019. Contestualmente, si è impegnata - attraverso la costituzione di una nuova società di diritto italiano - a versare le imposte, anche future, dovute sulle provvigioni maturate sul territorio a far data dal 1° gennaio 2020.
È il primo caso, in Italia, di accertata esistenza di una stabile organizzazione occulta di una società estera operante nel settore dell’e-commerce la cui fixed place of business è stata ravvisata nell’abitazione dei dipendenti (home office). Si tratta, senza dubbio, di un’importante evoluzione della disciplina della stabile, che si inserisce in un più ampio processo di cambiamento strutturale, normativo e giurisprudenziale, tuttora in itinere.
Le conclusioni a cui sono approdati, in sintonia, Guardia di Finanza, Amministrazione finanziaria, Magistratura e contribuente hanno portato a considerare l’abitazione di un soggetto, a certe condizioni, “a disposizione” dell’impresa estera. Conseguentemente, l’ufficio “casalingo” (home office), oggi, può essere legittimamente ritenuto stabile organizzazione materiale del soggetto estero nel territorio dello Stato su cui si svolge l’effettiva attività imprenditoriale, con ciò producendo reddito imponibile nel nostro Paese.
La tematica assume una rilevanza ancor maggiore ove si consideri il progressivo affermarsi dell’ormai ben nota internet economy e delle cosiddette “imprese multinazionali digitali”, le cui componenti immateriali consentono di spostare più facilmente (oltreché velocemente) rischi, funzioni, asset e, conseguentemente, profitti.
L’attività testimonia l’impegno delle istituzioni- Magistratura, Guardia di finanza, Agenzia delle entrate- per conseguire il rispetto della disciplina fiscale, garantendo in tal modo, indirettamente, la libertà dell’impresa ma nel rispetto delle regole sulla imposizione fiscale, nell’interesse della collettività e della libera concorrenza economica.

Ubriaca e contromano in autostrada

 POLIZIA DI STATO: DONNA FERMATA CONTROMANO SULL’AUTOSTRADA A/1 BOLOGNA-FIRENZE E DENUNCIATA ANCHE PER GUIDA IN STATO DI EBBREZZA.

 

E’ accaduto la scorsa notte quando, nell’ambito dei consueti servizi di vigilanza predisposti dalla Polizia di Stato, due pattuglie della Sottosezione Autostradale di Bologna Sud sono riuscite con non poche difficoltà a fermare un’auto che stava percorrendo l’autostrada A/1 contromano nel tratto tra Casalecchio di Reno (BO) e Sasso Marconi.

La signora di 63 anni si stava dirigendo verso Firenze ma aveva già percorso quasi un chilometro nella direzione sbagliata. In questi casi, quando scatta l’allarme ai numeri d’emergenza 112 o 113 e viene segnalato un veicolo contromano, la centrale operativa attiva le segnalazioni sui pannelli a messaggio variabile e invia tutte le pattuglie disponibili, che si dispongono sulla stessa carreggiata del veicolo che ha preso la direzione sbagliata rallentando il traffico dietro di sé in modalità safety car.

La manovra è riuscita in pochi minuti: le due pattuglie intervenute, attivando come da protocollo anche sirena e lampeggiante, sono riuscite a far invertire la marcia alla conducente dell’auto in tutta sicurezza, scortandola poi all’Area di Servizio Cantagallo Est dove sono proseguiti i controlli.

La donna, poco lucida e agitata, è stata sorpresa alla guida in stato di ebbrezza: l’etilometro non le ha dato scampo, rilevando un tasso alcolemico di 1,46 g/l, quasi tre volte oltre il limite consentito.

I poliziotti, oltre alla denuncia per guida in stato di ebrezza, hanno ritirato la patente alla donna, sottoponendo la sua auto a fermo amministrativo per tre mesi. 

mercoledì 3 agosto 2022

Rapina alle poste fallita

 RAPINA A MANO ARMATA ALLE POSTE ITALIANE DI CASALECCHIO DI RENO: DUE RAPINATORI ARRESTATI DAI CARABINIERI.

Casalecchio di Reno (BO), 3 agosto 2022: I Carabinieri del Nucleo Operativo Radiomobile di Borgo Panigale (BO) hanno arrestato due persone per rapina aggravata in concorso. Un 30enne albanese residente a Firenze e un 46enne napoletano sono finiti in manette per aver rapinato il personale delle Poste Italiane di via Porrettana. E’ successo alle ore 08:40 circa, poco dopo l’apertura degli uffici, quando i due rapinatori, col volto travisato da un passamontagna e armati di cutter, sono entrati nei locali dell’azienda con l’intenzione di svuotare la cassaforte, ma non essendo stati in grado di farlo, sono fuggiti a piedi con un malloppo di 1.450 euro in contanti che hanno preso dalle casse. Rintracciati nelle vicinanze dai Carabinieri, i due malviventi sono stati arrestati e tradotti in carcere, su disposizione della Procura della Repubblica di Bologna.

Truffato, sporge denuncia

 SAN GIOVANNI IN PERSICETO: LA POLIZIA DI STATO INCASTRA TRUFFATORE SERIALE

 

In data 23 giugno 2022, personale della Squadra di Polizia Giudiziaria di questo Commissariato, a seguito di denuncia sporta da un cittadino residente nel comune di San Giovanni in Persiceto, deferiva in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Bologna, un uomo di 30 anni, residente in provincia di Bari per il reato previsto dall’art. 640 del Codice Penale (Truffa).

Nello specifico, la vittima, nel mese di febbraio, aveva acquistato on-line, su una nota piattaforma commerciale n. 4 cerchi in lega per la propria autovettura.

Il mal capitato, prendeva accordi con il venditore ed effettuava un bonifico bancario per la somma di euro 350,00 ma nonostante le ripetute telefonate di lamentela, gli accessori non gli venivano consegnati; pertanto, resosi conto di essere stato truffato, sporgeva denuncia.

Grazie alle indagini svolte dalla P.G., si riusciva ad identificare il reo e a deferirlo alla autorità giudiziaria, nel contempo veniva accertato che il soggetto aveva effettuato numerosissime truffe, commesse con le stesse modalità e con la vendita on-line degli stessi accessori auto, difatti dai riscontri presso gli istituti bancari interessati, si è accertato che i 4 cerchi in lega erano stati venduti ben 14 volte.

Il Commissariato di San Giovanni in Persiceto continua a svolgere attività di sensibilizzazione della popolazione, anche attraverso incontri pubblici, raccomandando a chi effettuava transazioni on-line di valutare sempre attentamente da chi si sta acquistando, accertandosi anche grazie ai motori di ricerca disponibili in internet, che si abbia a che fare con siti sicuri e venditori seri, così da limitare di incorrere in truffe e raggiri.

Si consiglia, di diffidare di rispondere ad annunci vantaggiosi e in caso di transazioni, effettuarle sempre attraverso piattaforme sicure, così da riscontrare immediatamente i feedback del venditore ed eventualmente poter essere risarciti in caso di mancata consegna degli oggetti acquistati. 

Calci e pugni alla compagna

ACCECATO DALLA GELOSIA PRENDE A CALCI E PUGNI LA COMPAGNA: 27ENNE IN MANETTE.
Bentivoglio (BO), 03 agosto 2022: I Carabinieri della Stazione di Baricella (BO) hanno arrestato un 27enne rumeno per maltrattamenti contro familiari o conviventi. E’ successo venerdì mattina, quando i Carabinieri della Centrale Operativa di Molinella (BO), sono stati informati da una donna che riferiva che la figlia aveva bisogno di aiuto perché aggredita dal compagno. Appresa la notizia che la ragazza si trovava a casa del fidanzato, residente a Bentivoglio, i Carabinieri della Stazione di Baricella si sono recati sul posto e quando sono arrivati hanno identificato quattro persone: un 27enne rumeno in stato di agitazione e una 24enne marocchina con sua madre, 55enne. Ricostruendo la dinamica dei fatti, i Carabinieri hanno scoperto che la 55enne marocchina, residente a Bologna, si era recata sul posto e aveva chiesto aiuto al 112, perché preoccupata dell’incolumità della figlia a causa del comportamento geloso e violento del compagno con cui la giovane ha una relazione sentimentale da circa un anno. Ai Carabinieri è stato altresì riferito di altri episodi. In particolare, lo scorso febbraio, il 27enne era stato denunciato dai Carabinieri della Compagnia di Brunico (BZ) per disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone per un intervento che i militari avevano fatto davanti a un albergo. Nell’occasione, il 27enne, dopo aver invitato la 24enne a trascorrere una vacanza romantica al Nord, l’aveva minacciata con frasi del tipo: “Tu oggi muori!” e aggredita perché si era rifiutata di finire un cocktail che lui le aveva offerto in un locale del luogo. Giunti nei pressi dell’albergo, il giovane aveva iniziato a urlare svegliando gli ospiti della struttura ricettiva. Due mesi fa il 27enne ha insultato pesantemente un amico gay della 24enne che si era messo in contatto con la giovane tramite un social network. Accortosi del messaggio comparso sul telefonino della ragazza, il 27enne si era intromesso nella comunicazione minacciando l’interlocutore: “Non scrivere mai più a mia ragazza!…non hai capito che non le devi scrivere mai più ma sei scemo?... frocio di merda!...”. Venerdì mattina dopo l’intervento dei Carabinieri il 27enne è stato arrestato. Alla vista dei militari, la giovane, incoraggiata dalla madre che si era recata sul posto, ha riferito di essere stata presa a calci, pugni e schiaffi, nonché riportato la bruciatura dei capelli con un accendino. Non era non riuscita ad allontanarsi dall’abitazione a causa del diniego del compagno, completamente fuori controllo che le urlava: “Ti ammazzo! Ti ammazzo!” e per questo aveva telefonato alla madre chiedendo aiuto. Su disposizione della Procura della Repubblica di Bologna il 27enne rumeno è stato tradotto in carcere. Nei confronti della vittima è stato attivato il codice rosso.

 

martedì 2 agosto 2022

Scambiati per ladri

SCAMBIANO DUE OPERAI PER LADRI. NE CATTURANO UNO E TENTANO DI SOFFOCARLO: ARRESTATI PER TENTATO OMICIDIO.
Castenaso (BO): Due tunisini sono stati arrestati il 28 lug. u.s. con l’accusa di tentato omicidio aggravato in concorso in esecuzione di un provvedimento restrittivo emesso dal Giudice per le Indagini preliminari. I fatti risalgono al 22 luglio scorso, quando i Carabinieri della Centrale Operativa di Bologna ricevono la telefonata di un cittadino che riferisce di una lite nei pressi di un cantiere edile situato in via dei Mille a Castenaso. Appresa la notizia, i Carabinieri di San Lazzaro di Savena (BO) si recano sul posto, entrano in un container e trovano un uomo, identificato in un 34enne bolognese, in stato di incoscienza, legato mani e piedi col filo di ferro ad un tavolo. Nella circostanza i Carabinieri identificano due tunisini nelle vicinanze, un 35enne e un 37enne che, in un primo momento, sono ritenuti responsabili “solo” della rapina dello smartphone del malcapitato, il quale, soccorso dai sanitari del 118, viene trasportato al Pronto Soccorso del Policlinico Sant’Orsola Malpighi di Bologna in condizioni di media gravità (codice 2) e poi dimesso con una prognosi di 10 giorni. Il telefonino, rinvenuto nella tasca di uno dei due tunisini, viene restituito alla vittima. Nel proseguo delle indagini, coordinate dal Pubblico Ministero dr.ssa Francesca Rago della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna, l’accusa nei confronti dei due stranieri, grazie agli elementi successivamente raccolti, cambia radicalmente. Si accerta, infatti, che alle ore 19:00 del 22 luglio scorso, il 34enne bolognese e il suo datore di lavoro vanno al cantiere per recuperare degli attrezzi e quando entrano trovano i due tunisini in stato di alterazione cagionata dall’abuso di sostanze alcoliche. I due tunisini, ex operai del cantiere, recentemente licenziati, continuavano ad appoggiarsi alla struttura per dormire e alla vista dei due italiani, non conoscendoli, li scambiano per ladri. A quel punto il capo cantiere fugge, mentre il suo collaboratore viene catturato dai due stranieri, legato con il filo di ferro, picchiato e preso a bastonate. Solo la telefonata al 112 di un cittadino che ha sentito dei rumori e l’arrivo tempestivo dei Carabinieri evitano il peggio, come peraltro scritto sulla successiva ordinanza di custodia cautelare: “… evento morte che non si verificava per l’intervento dei Carabinieri…”. Consapevoli delle loro azioni, ancor più dopo il primo intervento dei Carabinieri, i due tunisini lasciano Bologna e si dirigono verso Nord dove vengono rintracciati nel veronese dai Carabinieri di San Lazzaro di Savena che gli notificano un provvedimento di fermo nel frattempo emesso dalla Procura della Repubblica di Bologna. Al momento i due si trovano ristretti nel carcere di Verona, poiché sottoposti alla misura della custodia cautelare in carcere emessa dal Gip del luogo al termine dell’udienza di convalida.