mercoledì 12 agosto 2026

Frode sui crediti

 GdiF BOLOGNA: FRODE SUI CREDITI D’IMPOSTA “ACE”, RICICLAGGIO, AUTORICICLAGGIO E ACCESSO ABUSIVO A SISTEMA INFORMATICO. ESEGUITE 4 MISURE INTERDITTIVE PERSONALI E SEQUESTRI PER 3,2 MILIONI DI EURO. 12 I DENUNCIATI. I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Bologna, all’esito di articolate investigazioni, coordinate dalla Procura della Repubblica di Bologna, in materia di frodi connesse alla creazione fittizia e alla successiva compravendita di crediti d’imposta cosiddetti “ACE” (Aiuto alla Crescita Economica), hanno dato esecuzione a quattro ordinanze applicative di misure cautelari personali interdittive, consistenti nel divieto temporaneo di esercitare attività professionali e imprenditoriali, emesse nei confronti di tre professionisti e un imprenditore. Gli stessi erano già stati destinatari di un decreto di sequestro preventivo per la somma di 3.183.762,00 euro eseguito sulle loro disponibilità liquide e sui loro beni. Le indagini hanno avuto origine dalle denunce presentate dai legali rappresentanti di due società emiliane che avevano subito l’accesso abusivo ai rispettivi cassetti fiscali, con il conseguente furto di crediti d’imposta per un valore complessivo di € 1.077.212. I successivi approfondimenti investigativi hanno consentito di individuare la società al centro del sistema illecito di compravendita dei crediti fiscali fittizi e di ricostruire il ruolo dei quattro soggetti ritenuti ideatori e promotori della frode. Su delega dell’Autorità Giudiziaria sono state eseguite perquisizioni personali e domiciliari, nonché acquisizioni forensi dei dispositivi informatici ed elettronici nella loro disponibilità. L’analisi dei dati acquisiti e degli indirizzi IP utilizzati per accedere ai cassetti fiscali e ai servizi di home banking ha permesso di consolidare il quadro probatorio e individuare le responsabilità personali nell’ambito del sistema fraudolento. Le investigazioni hanno inoltre consentito di ricostruire come sono stati creati i crediti, ovvero presentando aumenti di capitale poi risultati fittizi. La provenienza illecita dei crediti è stata quindi dissimulata ponendo in essere una serie di operazioni di compravendita. Truffa ai danni dello Stato, riciclaggio, autoriciclaggio e accesso abusivo informatico, i reati contestati in capo a 12 soggetti responsabili.

martedì 11 agosto 2026

Tentata rapina

 


Bologna - La Polizia di Stato arresta un uomo per tentata rapina impropria e furti all’interno di un campeggio.

La Polizia di Stato di Bologna, nella giornata di lunedì 10 agosto, ha tratto in arresto un uomo italiano di 41 anni, in flagranza di reato per tentata rapina impropria.

Nello specifico gli Agenti del Commissariato Bolognina-Pontevecchio sono intervenuti a seguito di numerose segnalazioni giunte alla centrale operativa riguardanti diversi furti e tentati furti avvenuti all'interno di un campeggio cittadino. Vistosi scoperto mentre si aggirava con fare sospetto, l'uomo ha tentato la fuga, ingaggiando una violenta colluttazione con un passante e un dipendente del campeggio per sottrarsi al controllo.

Il soggetto è stato infine bloccato dagli Agenti, grazie anche all'ausilio del proprietario di un'abitazione privata all'interno della quale l'uomo aveva fatto ingresso nel tentativo di nascondersi.

A seguito di controlli è stata rinvenuta una consistente refurtiva, composta da passaporti, documenti di guida, dispositivi elettronici e denaro contante, che era stata occultata dall'uomo presso alcuni bungalow del campeggio. Il materiale recuperato è stato restituito ai legittimi proprietari, turisti di nazionalità olandese, danese e francese. Addosso al soggetto veniva inoltre rinvenuto e sottoposto a sequestro un coltellino svizzero.  

Oltre all'arresto per tentata rapina impropria, il soggetto è stato deferito in stato di libertà per gli altri ai numerosi episodi di furto, violazione di domicilio accertati e per il possesso di armi. Il soggetto è in attesa del giudizio direttissimo previsto per la giornata odierna presso il Tribunale di Bologna.


lunedì 10 agosto 2026

Incendio a Castel di Casio



 Intervento per incendio fienile in via Fosso Saiani a Castel di Casio.

Alle ore 20:00 di ieri, domenica 9 agosto 2026, 7 squadre dei Vigili del Fuoco di questo Comando provinciale provenienti dai distaccamenti di Vergato, Gaggio Montano e Castiglione dei Pepoli, sono intervenute in via Fosso Saiani nel comune di Castel di Casio in seguito all'incendio che ha interessato un edificio adibito a stalla e ricovero attrezzi agricoli. Non si segnalano vittime o feriti né tra le persone e gli animali poiché i due cavalli, solitamente presenti all'interno erano stati fatti uscire in precedenza dal proprietario. Terminate le operazioni di spegnimento e successivamente alle verifiche del caso è stato interdetto l'utilizzo dell'edificio. Presenti sul posto anche personale dei Carabinieri di Castel di Casio e Camugnano,del soccorso sanitario e il sindaco di Castel di Casio. Sono in corso accertamenti per comprendere le cause dell'incendio.

sabato 8 agosto 2026

18enne tenta estorsione

 


SVENTATA LA TRUFFA DEL “FINTO” FINANZIERE: ARRESTATO DAI CARABINIERI UN 18ENNE STRANIERO

Imola (BO): I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Imola hanno arrestato un 18enne originario della Tunisia per tentata truffa aggravata in concorso. L’attività che ha portato all’arresto del giovane è nata da un approfondimento investigativo dei Carabinieri, allertati da svariate telefonate pervenute al 112 NUE in merito a diversi episodi di truffe ai danni di persone anziane. Il modus operandi è risultato essere quello del consueto artifizio del “finto appartenente alle Forze dell’Ordine”, il quale, adducendo falsi furti, ha convinto le vittime a consegnare valori e monili a un complice per un presunto confronto dell’oro con la refurtiva rinvenuta dalle Forze dell’Ordine. Nella circostanza, l’operatore telefonico della Centrale Operativa è venuto a conoscenza che un ragazzo molto giovane stava suonando con insistenza alcuni campanelli della zona segnalata e che, nel frattempo, una 65enne era stata contattata telefonicamente da un sedicente finanziere che l’aveva persuasa a preparare una busta contenente monili in oro da consegnare a una persona incarica, mentre il marito si stava recando negli Uffici della Guardia di Finanza per chiarire la situazione. Immediatamente la gazzella si è diretta nei pressi dell’abitazione della donna, individuando un ragazzo che corrispondeva alla descrizione ricevuta e che, alla vista dei Carabinieri, ha tentato invano di darsi alla fuga. Presi contatti con la 65enne, visibilmente scossa, la stessa ha riferito di essere scesa in strada ad attendere proprio quel ragazzo a cui avrebbe consegnato la busta contenente i monili, seguendo le indicazioni ricevute al telefono. La donna ha poi telefonato al marito, informandolo della truffa. Rassicurati dai Carabinieri, i due coniugi sono stati invitati a raggiungere la Caserma di via Morelli per sporgere la denuncia e fornire ulteriori dettagli. La donna ha raccontato che il sedicente maresciallo della G.d.F. le aveva detto che nella mattinata c’era stata una rapina in una gioielleria di Imola e che i malviventi avevano utilizzato una macchina a lei intestata. Le aveva indicato di preparare tutto l’oro presente in casa e di consegnarlo ad un altro finanziere che avrebbe raggiunto a breve la sua abitazione. L’uomo l’aveva rassicurata, sostenendo che la procedura fosse necessaria per verificare la compatibilità dell'oro con i gioielli rubati. Al termine delle operazioni, il 18enne è stato arrestato e, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bologna, è stato accompagnato in Tribunale in attesa del giudizio direttissimo. Al termine del processo, l’arresto è stato convalidato e il giovane è stato sottoposto alla misura cautelare del divieto di dimora nel comune di Imola e dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

giovedì 6 agosto 2026

Coltello e pistola



 COLTELLI, MINACCE E RESISTENZA: 61ENNE ARRESTATA DAI CARABINIERI DI LIZZANO IN BELVEDERE

Lizzano in Belvedere (BO): I Carabinieri della locale Stazione hanno arrestato una 61enne italiana, già nota alle Forze dell’Ordine, per porto di armi per cui non è ammessa licenza e di particolari strumenti da punta e taglio, nonché per minaccia e resistenza a Pubblico Ufficiale.

Nel corso di una pattuglia in giurisdizione, l’attenzione dei Carabinieri è sta attirata da una donna, poi identificata nella 61enne, che è uscita a piedi dal presidio sanitario dell’ospedale di Porretta Terme con un coltello di notevoli dimensioni, poi risultato avere una lunghezza complessiva di 20cm e una lama di 8,5cm, agganciato alla cintura dei pantaloni. L’arma è stata successivamente consegnata ai militari. Fin dalle prime fasi del controllo, la donna si è mostrata ostile e poco collaborativa, ha riferito di avere una pistola e ha minacciato i militari, che più volte la invitavano a seguirli in caserma per gli approfondimenti del caso. Giunti presso la Stazione Carabinieri di Lizzano in Belvedere, la 61enne ha continuato ad assumere un atteggiamento insofferente e, durante la perquisizione, si è opposta ripetutamente con pervicace resistenza nei confronti della Carabiniera operante, minacciando la stessa al fine di impedirle di portare a termine l’attività. All’interno dell’autovettura in uso alla donna, i militari hanno ritrovato sul sedile posteriore un coltello di tipo tattico-militare lungo 30cm, con una lama di 17cm; nel bagagliaio hanno trovato un bastone di acciaio con estremità appuntita lungo circa 50cm. All’interno della sua abitazione hanno rinvenuto e sequestrato una pistola giocattolo a pallini, già precedentemente menzionata dalla donna durante le prime fasi del controllo. Dopo le formalità di rito e di fotosegnalamento, la 61enne è stata arrestata.

Al termine della celebrazione del processo con rito direttissimo, l’arresto è stato convalidato e la donna è stata sottoposta alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

mercoledì 5 agosto 2026

Bancarotta fraudolenta

GdiF BOLOGNA: 5 DENUNCIATI PER BANCAROTTA FRAUDOLENTA, AUTORICICLAGGIO E TRUFFA AGGRAVATA SUI FINANZIAMENTI PUBBLICI. ADOTTATE MISURE RESTRITTIVE PERSONALI E SEQUESTRI PER 425.000 EURO. 

I finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Bologna, all’esito di articolate investigazioni coordinate dalla Procura europea sede di Bologna, hanno dato esecuzione a due ordinanze applicative di misure cautelari personali dell’obbligo di dimora emesse dal GIP del Tribunale di Bologna nei confronti di un professionista e di un imprenditore. Gli stessi erano già stati destinatari di un decreto di sequestro preventivo per la somma di 425.000 euro su disponibilità liquide e beni dei due soggetti. Cinque i denunciati – tre dei quali residenti nella provincia felsinea – ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di bancarotta fraudolenta, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, autoriciclaggio e malversazione. Durante la verifica fiscale a cui è stata sottoposta la società di cui erano a capo, gli indagati, affatto scoraggiati dalla presenza dei finanzieri “in casa”, effettuavano quattro richieste di finanziamenti pubblici sui fondi del PNRR - previsti dalla legge per agevolare lo sviluppo del commercio elettronico e la digitalizzazione, innovazione e competitività - per complessivi 5 milioni di euro, riuscendo a ottenerne solo una parte. Le domande erano corredate da falsi documenti procurati anche da un imprenditore viterbese titolare di una società con sede in Slovenia, relativi a progetti di e-commerce che la società bolognese, pur non avendone minimamente le capacità organizzative e patrimoniali, dichiarava di voler realizzare in paesi europei e arabi. Insieme alle istanze di finanziamento venivano inviati a Simest S.p.A. – ente erogante i finanziamenti – falsi bilanci di esercizio, redatti “a tavolino” per far apparire come florida la condizione economico-finanziaria della società che, in realtà, di lì a poco sarebbe stata posta in liquidazione giudiziale. Gli investigatori sono riusciti a ricostruire le modalità con le quali i soggetti implicati hanno drenato le risorse della società, fra le quali anche un risarcimento assicurativo di 2 milioni di euro per l’incendio di uno dei capannoni in uso, individuando il flusso che, dai conti societari, faceva confluire il denaro sui conti personali del principale artefice della truffa e su quelli di altre imprese, italiane e spagnole allo stesso riconducibili, configurando in tal modo anche il delitto di autoriciclaggio.

martedì 4 agosto 2026

Furto di carburante



 Bologna - La Polizia di Stato individua e deferisce il presunto autore di ripetuti furti di gasolio in area agricola a Imola

La Polizia di Stato di Bologna ha individuato e deferito all'Autorità Giudiziaria un soggetto responsabile di ripetuti furti di carburante ai danni di un fondo agricolo situato a Imola.

Nello specifico, gli Agenti del Commissariato di Imola sono intervenuti dopo aver ricevuto una denuncia da parte del proprietario del terreno agricolo, a seguito dei continui ammanchi di gasolio necessario per l'alimentazione dei mezzi agricoli. 

La moglie del proprietario è riuscita a fotografare la targa del veicolo utilizzato per la commissione del reato, un furgone di colore bianco e dopo i vari controlli gli Operatori hanno accertato che il veicolo risultava intestato a una donna residente a Imola, la quale è risultata del tutto estranea ai fatti e priva di precedenti penali. 

I successivi approfondimenti si sono quindi estesi all'intero nucleo familiare, concentrandosi sul padre della proprietaria, un uomo originario della provincia di Reggio Calabria, classe 1953.  Nello specifico, è emerso che il soggetto risiede a Imola, a poca distanza dal fondo agricolo preso di mira, e risulta gravato da numerosi precedenti per reati contro il patrimonio.

Grazie ai dispositivi di videosorveglianza installati dalla vittima all'interno della proprietà, gli Agenti sono riusciti a confermare la corrispondenza del soggetto nei video con la foto della patente di guida del soggetto. 

Inoltre, nel corso dell'attività d'indagine, il denunciante ha integrato le proprie dichiarazioni fornendo ulteriore materiale fotografico relativo a un precedente episodio di furto risalente al 4 maggio 2026 all'interno del medesimo fondo agricolo, per il quale la vittima aveva originariamente sporto denuncia presso la Stazione dei Carabinieri di Sesto Imolese. 

Alla luce dei fatti, l'uomo è stato quindi denunciato per il reato di furto.