sabato 7 novembre 2026

Prevenzione delle truffe

 


PREVENZIONE DELLE TRUFFE IN DANNO DI ANZIANI: FALLITI QUATTRO TENTATIVI NEL CIRCONDARIO IMOLESE GRAZIE ALLE SEGNALAZIONI AL 112 – NUE

Imola (BO) – Nel pomeriggio di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Imola hanno registrato quattro tentativi di truffa telefonica in danno di cittadini anziani residenti nel territorio. Tali episodi non sono giunti a consumazione grazie alla prontezza delle potenziali vittime, a conferma dell'efficacia della capillare campagna di informazione e sensibilizzazione condotta dall’Arma dei Carabinieri a tutela delle fasce più vulnerabili della popolazione. Nello specifico, a partire dalle ore 15:20, l’operatore della Centrale Operativa dei Carabinieri di Imola ha ricevuto quattro distinte richieste di assistenza. I cittadini, di età compresa tra i 71 e gli 87 anni, tre uomini e una donna, residenti tra via Odofredo II, via Tommaso Campanella, via via Ca’ Borghese e via Giacomo Puccini, hanno segnalato di essere stati contattati telefonicamente da sedicenti appartenenti alle Forze dell'Ordine, i quali tentavano di carpirne la fiducia. Mettendo in pratica le indicazioni apprese durante gli incontri preventivi promossi dall'Arma sul territorio, anche di recente, in occasione di eventi paesani che richiamano la cittadinanza, i segnalanti hanno interrotto le comunicazioni sospette e allertato il 112, interrompendo il compimento del reato. Considerata la persistenza di tali condotte illecite, i Carabinieri del Comando Provinciale di Bologna ribadiscono la necessità di mantenere un livello di attenzione alto. Si rinnova l’invito a diffidare categoricamente di chiunque – sia telefonicamente sia presentandosi a domicilio – richieda la consegna di somme di denaro, gioielli o altri beni di valore, a prescindere dalla qualifica o dall'ente di appartenenza dichiarati. In presenza di richieste anomale, insistenti o di presunte situazioni di emergenza riguardanti i propri familiari, si raccomanda ai cittadini di non aderire ad alcuna richiesta e di contattare immediatamente e senza esitazione il Numero Unico di Emergenza 112, operativo 24 ore su 24, per consentire il tempestivo intervento delle pattuglie.

venerdì 6 novembre 2026

Truffa

 La Polizia di Stato di Bologna recupera 200.000 mila euro di monili provenienti da una truffa in danno di una gioielleria.

La Polizia di Stato di Bologna a seguito di un intervento ha denunciato a piede libero in concorso per truffa, due cittadini residenti in Campania, un uomo ed una donna rispettivamente di 34 e 41 anni.

È accaduto nel corso della continua attività di controllo e vigilanza stradale svolta dalla Sottosezione Polizia Stradale di Bologna, quotidianamente impegnata nell’attività di pattugliamento e vigilanza stradale lungo le Autostrade A1, A14 e tangenziali al fine di prevenire comportamenti pericolosi alla guida e sanzionare illeciti al volante o reati comunque commessi da persone in transito. L’intervento, eseguito intorno alle ore poco dopo l’ora di pranzo di lunedì scorso, ha visto protagonista una pattuglia in servizio di vigilanza stradale, che sull’autostrada A1 intercettava al km 189 una autovettura già precedentemente segnalata dal Centro Operativo Autostradale di Casalecchio di Reno. 

Gli occupanti del veicolo erano segnalati per aver commesso una truffa ai danni di un gioielliere della provincia di Reggio Emilia, spacciandosi per Carabinieri e sostenendo di dover verificare la presenza, all’interno dell’esercizio commerciale, di monili provenienti da furti.

Fortunatamente la vittima del raggiro annotava parte della targa utilizzata dai malfattori per la fuga e la contestuale segnalazione alle sale operative delle forze dell’ordine ne permetteva il rintraccio ed il controllo da parte di personale della Sottosezione Polizia Stradale Bologna. 

Gli agenti procedevano ad approfondite verifiche presso gli uffici della Sottosezione ed infatti la perquisizione dava esito positivo consentendo il rinvenimento ed il sequestro dei monili, complessivamente 142 anelli, 26 bracciali e 14 collane per un valore stimato in 200 mila euro circa.

Veniva inoltre sottoposto a sequestro un tesserino con effige “Carabinieri” e la foto della donna fermata e false generalità, utilizzato dalla predetta per introdursi nella gioielleria ed impossessarsi dei gioielli.

Per commettere la truffa il commerciante era stato contattato in precedenza sul telefono fisso del negozio da sedicenti Carabinieri che lo avevano avvisato della necessità di eseguire verifiche sui monili li custoditi ed esposti. 

Gli operatori della Sezione procedevano poi nel corso della serata alla riconsegna dei monili al legittimo proprietario vittima della truffa.

Entrambi i fermati venivano denunciati in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Bologna. 


giovedì 5 novembre 2026

Tentato furto

 


ESEGUITA DAI CARABINIERI UN’ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE IN CARCERE RICHIESTA DALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DI BOLOGNA NEI CONFRONTI DEI PRESUNTI RESPONSABILI DEL TENTATO COLPO ALL’EXTRA COOP CENTRO NOVA DI VILLANOVA DI CASTENASO

Bologna: I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di San Lazzaro di Savena hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bologna, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di tre cittadini italiani, residenti a Bologna, di 56, 60 e 62 anni. I tre soggetti sono indagati, a vario titolo e in concorso tra loro, per una pluralità di fattispecie di reato, tra cui: tentato furto aggravato, fabbricazione, detenzione e porto illegale di esplosivi e armi, resistenza a Pubblico Ufficiale, attentato alla sicurezza dei trasporti, danneggiamento aggravato, ricettazione, riciclaggio e inosservanza dell'obbligo di fermarsi all'invito degli agenti, con la contestazione di diverse aggravanti. I tre soggetti sono indagati quali organizzatori e materiali esecutori dei reati ascritti, avvenuti tra il 2025 e il 2026 in provincia di Bologna, facenti parte di un gruppo di sette soggetti, di cui tre già arrestati a marzo (catturati sempre dai carabinieri della Compagnia di San Lazzaro di Savena in esecuzione di O.C.C. per la medesima tipologia di reati: due 53enni e il figlio di uno di loro, 24enne), il settimo deferito in stato di libertà. L’operazione odierna, giunge al termine un’indagine complessa, durata sedici mesi, svolta con metodi tecnologici avanzati uniti a strumenti investigativi tradizionali. Il 3 luglio 2025 a San Lazzaro di Savena, in un salone espositivo di un’autocarrozzeria più soggetti travisati rubarono due berline di grossa cilindrata, marca AUDI, modelli RS4 e RS6 e uno scooter mai ritrovato. Dopo pochi giorni, la notte del 14 luglio 2025, la banda, con passamontagna e tute da lavoro, utilizzando l’AUDI RS4, tentava un furto in un megastore nell’area industriale di Bologna (Tecnomat), scardinando le saracinesche, messi in fuga dall’allarme. Quella stessa notte, sempre usando la RS4, tentavano un altro furto, facendo saltare con l’esplosivo una colonnina per il pagamento “self service” di un distributore di carburante (Conad) a Imola. Da subito, le indagini dei Carabinieri si sono dirette verso alcuni soggetti con trascorsi nell’ambiente dei colpi sui bancomat, originariamente provenienti dal rione Pilastro di Bologna. Questo, ha consentito agli investigatori di trovare in zona Lame, nascosta in un cortile la prima AUDI RS4. Su tali elementi, l’Autorità giudiziaria valutò le gravi convergenze investigative emettendo i provvedimenti restrittivi nei confronti dei primi tre soggetti emersi, catturati a marzo 2026. Dopo quegli arresti è proseguita la seconda parte dell’indagine tesa alla ricerca della seconda AUDI, la RS6, e degli altri tre componenti della banda, più esperti e meno esposti. La chiave di volta il 16 febbraio 2026, quando con la RS6 assaltarono di notte il caveau del centro commerciale "Centronova" a Castenaso (BO), con utilizzo di esplosivo e utensili da demolizione idraulici, peraltro stendendo sulle vie circostanti decine di metri di catene chiodate, attentando così alla sicurezza dei trasporti. Il colpo fallì per l’intervento di due pattuglie dei Carabinieri della Compagnia di San Lazzaro di Savena, ma i tre riuscirono a fuggire sfruttando la potenza di quel veicolo. I sospettati, tra marzo e aprile 2026, trasferirono i loro movimenti sulla riviera romagnola dove nascosero anche l’AUDI, vicino a Rimini. L’ininterrotta attività investigativa permise di intuire nel maggio 2026 il ritorno del veicolo a Bologna, e l’organizzazione di un nuovo assalto a un centro commerciale del quartiere Roveri. Durante il trasferimento del mezzo i militari lo intercettarono sull’Autostrada A-14, non riuscendo a bloccarlo per l’elevatissima velocità. Venne però circoscritta l’area del possibile nascondiglio dell'auto, parcheggiata in un insospettabile garage della periferia nord di Bologna. L’individuazione del veicolo impedì il colpo pianificato. Ricostruito e refertato l’intero quadro accusatorio, l’Autorità giudiziaria ne concordava la sussistenza delle esigenze cautelari, emettendo i tre provvedimenti odierni. Nel complesso l’attività ha permesso di arrestare i sei componenti della banda, recuperare e restituire due veicoli da competizione del valore di circa 150.000 euro complessivi, sequestrare oltre 1 kg di esplosivo in polvere, 20 lt di gas, 5 IED (“marmotte”), 1 quintale di attrezzatura da demolizione e 75 metri di catene chiodate in ferro.

mercoledì 4 novembre 2026

Fuoco in discarica

 


Intervento per incendio impianto di riciclo rifiuti  in via Laguna a Imola.

A partire dalle ore 20:30 di oggi, 3 novembre 2026, 7 squadre dei Vigili del Fuoco di questo Comando provinciale, con 3 autobotti, l'autoscala, il carro schiuma, il carro autorespiratori e coordinate dal Funzionario di guardia, sono intervenute in via Laguna a Imola in seguito all'incendio che ha interessato un impianto di riciclo di rifiuti. L'incendio, scaturito per cause in corso di accertamento, si è rapidamente propagato al cumulo di rifiuti oggetto di trattamento. Il pronto intervento dei Vigili del Fuoco ha permesso di limitare i danni ed arrestare l'avanzata delle fiamme. Le operazioni di spegnimento e smassamento sono tutt'ora in corso e proseguiranno per tutta la notte.

Presenti sul posto anche i carabinieri, il sindaco e i tecnici di Arpaer per gli adempimenti di competenza.

martedì 3 novembre 2026

Attività antidroga

 ATTIVITÀ ANTIDROGA DEI CARABINIERI. ARRESTATO UN 29ENNE PER DETENZIONE DI SOSTANZE STUPEFACENTI.

San Lazzaro di Savena (BO): I Carabinieri del Nucleo Radiomobile di San Lazzaro di Savena hanno arrestato un 29enne marocchino, gravato da precedenti di polizia specifici, per spaccio di sostanze stupefacenti. L’operazione è scaturita nell’ambito di un servizio di controllo del territorio finalizzato al contrasto del traffico illecito di sostanze stupefacenti, condotto nel centro abitato. L’attenzione dei militari è stata richiamata dalla presenza del 29enne, soggetto già noto agli operanti. Nel corso del servizio di osservazione, i militari hanno documentato l’avvicinamento di un’autovettura da cui scendevano due giovani. A seguito di un rapido scambio sospetto con i due ragazzi, il 29enne si è allontanato. A quel punto, i Carabinieri sono intervenuti procedendo all’identificazione dei due giovani che stavano ripartendo. Durante un’ispezione del veicolo, i militari hanno scoperto che nel bracciolo posteriore dell’abitacolo, c’erano alcuni grammi di cocaina e chetamina. I due giovani sono stati segnalati alla Prefettura di Bologna, in qualità di assuntori di sostanze stupefacenti. Contestualmente, il 29enne è stato seguito dagli operanti fino all'interno di uno stabile condominiale situato nelle vicinanze. Fermato e informato delle ragioni del controllo alla luce della cessione precedentemente documentata, l’uomo è stato sottoposto a una perquisizione domiciliare. Le operazioni di ricerca hanno consentito di rinvenire undici dosi termosaldate contenenti sostanza stupefacente del tipo “cocaina” per un peso complessivo di 7,40 grammi. Unitamente alla droga, è stato rinvenuto materiale adatto alla pesatura e al confezionamento della sostanza. Il materiale e lo stupefacente rinvenuto sono stati sottoposti a sequestro. Al termine delle formalità di rito, su disposizione del Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Bologna, il presunto responsabile è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, rimanendo a disposizione dell'Autorità Giudiziaria procedente.

lunedì 2 novembre 2026

Marocchino arrestato

 


MAROCCHINO SOSPETTATO DI UNA RAPINA IN BOLOGNINA, FUGGE E SI METTE IN BOCCA DEI PEZZI DI VETRO PER AUTO LESIONARSI. SALVATO DAI CARABINIERI E SUCCESSIVAMENTE ARRESTATO.

Bologna: I Carabinieri della Stazione di Bologna Navile hanno arrestato un 32enne marocchino, senza fissa dimora, per rapina impropria e resistenza a un Pubblico Ufficiale. L’operazione è scaturita nell’ambito dei consueti servizi di controllo del territorio disposti nel rione Bolognina. Transitando tra via Ottaviano Mascherino e via Donato Creti, l’attenzione dei militari è stata richiamata da due Agenti della Polizia Locale di Bologna e dal personale di un supermercato di zona, intenti a inseguire un individuo a torso nudo. Ipotizzando la commissione di un reato, i Carabinieri hanno tempestivamente supportato l’inseguimento, riuscendo a bloccare il soggetto mentre tentava di occultarsi sotto un’autovettura in sosta. All’esito della ricostruzione della dinamica degli eventi, è emerso che il 32enne, poco prima, aveva aggredito il personale dell’esercizio commerciale al fine di garantirsi la fuga e il possesso di merce (generi alimentari) precedentemente asportata. Durante le fasi di contenimento e identificazione, l’uomo ha opposto attiva resistenza agli operanti e, in un momento di concitazione, si è messo in bocca dei frammenti di vetro che aveva raccolto da terra. Al fine di scongiurare conseguenze lesive per l’incolumità del fermato, un Carabiniere è prontamente intervenuto per estrarre i corpi estranei dal cavo orale del 32enne, riportando lievi lesioni a seguito di un morso sferrato da quest’ultimo. Messo in sicurezza, l’uomo è stato trasportato al il Pronto Soccorso del Policlinico Sant’Orsola per gli accertamenti sanitari del caso, venendo in seguito dimesso. Il 32enne è stato dichiarato in stato di arresto. Su disposizione del Pubblico Ministero di turno presso la Procura della Repubblica di Bologna, l’indagato è stato condotto in Tribunale per l’udienza di convalida e il contestuale giudizio direttissimo. Il Giudice ha convalidato l’arresto e, a seguito della richiesta dei termini a difesa, ha disposto per l’uomo l'applicazione della misura cautelare della custodia in carcere.

sabato 31 ottobre 2026

Maxi rissa

 


MAXI RISSA IN UN CENTRO D’ACCOGLIENZA: 17 MINORI STRANIERI DEFERITI ALLA PROCURA DELLA REPUBBLICA DEI MINORENNI DI BOLOGNA. GLI SCONTRI, NATI DAL PRESUNTO FURTO DI ALCUNI CELLULARI, HANNO RICHIESTO L'INTERVENTO DI UN MASSICCIO DISPOSITIVO DI FORZE.

Provincia di Bologna: Nella serata del 24 agosto 2026, un violento scontro ha scosso una comunità d’accoglienza per minori stranieri non accompagnati situata nel Bolognese. Per ripristinare l’ordine e gestire la situazione di emergenza, sul posto è intervenuto tempestivamente un massiccio dispositivo delle forze dell’ordine, giunto a seguito di una segnalazione al 112 per una rissa in corso che ha visto coinvolti circa diciassette giovani ospiti. L’accesso alla struttura è stato inizialmente ostacolato da una densa nube provocata dalla polvere degli estintori, svuotati dai ragazzi durante la colluttazione, unita alla presenza nell’aria di sostanze urticanti compatibili con l’uso di spray al peperoncino. Una volta diradata la polvere e messe in sicurezza le vie d’accesso, i Carabinieri, presenti in forze con numerose pattuglie, sono riusciti a separare le due fazioni contrapposte. Secondo le testimonianze raccolte sul posto dalle operatrici in servizio, la rissa sarebbe l’epilogo di tensioni accumulate nei giorni precedenti. All’origine della disputa vi sarebbero ripetuti furti di telefoni cellulari avvenuti all’interno delle stanze in uso ai giovani. Il diverbio, iniziato dapprima come un confronto verbale tra quattro o cinque ragazzi, si è rapidamente esteso fino a degenerare in un vero e proprio scontro fisico collettivo. L’intervento dei militari ha consentito di identificare tutti i diciassette partecipanti ai disordini. Nei loro confronti è scattato il deferimento alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna per il reato di rissa. Al termine degli accertamenti è stata attivata una misura di vigilanza dinamica attorno alla struttura, da parte delle pattuglie dell’Arma dei Carabinieri per prevenire nuovi episodi di violenza e garantire la sicurezza degli operatori e degli ospiti.